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martedì 11 Maggio 2021

Scoperta l’identità del clochard morto in stazione a Milano: possedeva beni per centinaia di migliaia di euro

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E’ successo nelle scorse ore a Milano: gli agenti della Polizia ferroviaria sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo trovato senza vita giovedì scorso, nella ex rampa di carico per le automobili, alla stazione di Porta Garibaldi. Il clochard aveva trovato riparo sotto alcuni cartoni e, stando a dei primi accertamenti, il suo cuore non ha retto alle temperature rigide di queste notti.

Si chiamava Quintino Diaco ed aveva75 anni, e non era affatto in condizioni di indigenza, possedendo, come scoperto dalle Forze dell’ordine che hanno indagato su di lui, conti bancari con più di 100mila euro, 19mila euro in titoli azionari e una pensione che percepiva dalla Germania, di 750 euro ogni mese.

Diaco aveva anche una casa in Calabria e, al momento del suo ritrovamento, aveva in tasca più di mille e 200 euro in contanti.

Perché dormire in un giaciglio improvvisato, così disagevole da diventare anche la sua ultima dimora? Questo il mistero che accompagna la vita, e a volte anche la morte, di numerosi senzatetto, che hanno scelto di non averlo, di vivere per strada, di arrangiarsi per le necessità di ogni giorno, senza integrarsi con la società.

Il clochard deceduto giovedì era stato cercato dai suoi familiari, ma lo stesso aveva fatto di tutto per non farsi trovare, rispondendo a modo suo ad un bisogno di autonomia e di solitudine, più forte del freddo.

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