sabato, 20 Agosto 2022

Riusciranno i nostri eroi a prendere il treno con la bici al seguito? Ecco la storia di chi lo vorrebbe nel post Covid

(Foto di Pfeiffed - Pixabay)

Dallo scorso anno, quando improvvisamente Trenord decise che non si poteva più salire sui treni regionali con le biciclette al seguito, per chi aveva l’abitudine o la necessità di farlo, è iniziato un autentico calvario: parola di utenti che stanno lottando ancora perché sia di nuovo possibile viaggiare in treno con le bici al seguito.

Come si legge in una nota, diffusa da Roberto Meraviglia, vice coordinatore Regione Lombardia e presidente FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, “Canegrate pedala”, “il susseguirsi d’informazioni frammentate, confuse e spesso contraddittorie sia dai canali ufficiali Trenord (sito, app) sia dal personale viaggiante, hanno reso la vita impossibile a chi vorrebbe rispettare delle regole giuste ed equilibrate. Al contempo, l’assenza quasi totale di controlli fa sì che i treni siano ancora ampiamente utilizzati da persone con bici al seguito che viaggiano ignorando (per confusione o volontà) il divieto”.

Molti i solleciti inviati da FIAB Lombardia, alla V Commissione Territorio e Infrastrutture di Regione Lombardia, Gruppo di lavoro sulla mobilità dolce, per cercare delle soluzioni condivise.

“Trenord ha illustrato un piano di ammodernamento del materiale rotabile, con tempi poco certi e comunque non rapidi. In questo contesto, i dirigenti di Trenord dichiarano che le norme relative alla sicurezza si sono irrigidite e i treni che per decenni i lombardi hanno utilizzato per il treno+bici, molti con spazi polifunzionali per bici, carrozzine, grossi bagagli, eccetera, ora non sono più “omologati” e la bicicletta non ci può più salire. A fronte di quali rischi? Quanti incidenti? Nessun dato, se non l’ammissione a bassa voce che incidenti a viaggiatori dovuti alla presenza di bici sono un generico “molto molto pochi”: sospettiamo si sia allo zero, a fronte di decine di migliaia di bici trasportate negli ultimi anni”, spiega Meraviglia.

Il bike sharing e il noleggio nelle stazioni ferroviarie di arrivo, le biciclette caricate sulle auto non possono essere la soluzione: la necessità treno+bici oggi pone la Lombardia in controtendenza rispetto a gran parte dell’Italia, dove si registra qualche segnale positivo, come il recente accesso alla bici su molti treni Intercity.

“FIAB Lombardia chiede di invertire nettamente la tendenza: si dia spazio al treno+bici come regola, ovunque non sussistano problemi di sovraffollamento critico, individuando questi ultimi sulla base di indagini mirate e circostanziate. Il treno+bici è un’opzione importante, ovviamente non unica, sulla strada della transizione ecologica e della mobilità sostenibile, parole divenute oggi termini ufficiali dell’azione di Governo. Auspichiamo un tavolo di lavoro vero con Trenord, partecipato anche da chi la bici la usa davvero, dove mettere in fila le problematiche, che non sono tutte uguali su tutte le linee e a tutti gli orari, e trovare da subito delle possibili soluzioni che tengano insieme le giuste necessità di sicurezza con le esigenze degli utenti con bici e un’attenzione particolare ai territori, soprattutto i meno conosciuti, che hanno bisogno di un rilancio dell’economia turistica che passa anche dal cicloturismo” commenta Meraviglia.

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