lunedì, 26 Settembre 2022

Rifondazione Comunista di Legnano chiede trasparenza sui monitoraggi all’impianto Forsu

La richiesta suona semplice e chiara: che siano resi pubblici tutti i dati delle rilevazioni delle emissioni dell’impianto Forsu di via Novara a Legnano, e delle fuoriuscite di sostanze odorigene, quindi della composizione del “compost” prodotto, alla luce di una azione locale di monitoraggio costante del biodigestore. Lo chiede Rifondazione Comunista – Circolo di Legnano, in seguito alle polemiche già sollevatesi in città, e nelle zone intorno all’impianto, in seguito al diffondersi di odori acri e nauseabondi avvertiti fino a centinaia di metri e segnalati dai cittadini, fino all’esposto del Centro ippico La Stella.

Gli odori sono una delle criticità che impianti di questo tipo manifestano. Criticità che, insieme a tante altre ragioni di contenuto e di metodo, ci hanno motivato fin dall’inizio a sostenere i comitati e cittadini che in questi anni hanno cercato di contrastarne la realizzazione, proponendo soluzioni alternative per i rifiuti umidi di Legnano. Impropriamente celebrato come modello di “economia circolare”, il biodigestore demolisce sostanza organica per produrre un po’ di metano insieme a uno scarto di lavorazione altrettanto impropriamente denominato “compost di qualità” e costituisce un fattore di inquinamento e di rischio in un territorio già compromesso.

Inceneritori e biodigestori sono la soluzione solo apparentemente “semplice” ad un problema creato e reso sempre più drammatico dal nostro sistema economico basato sullo sfruttamento e il consumo esasperato delle risorse naturali ai fini del profitto di pochi. Le cui conseguenze forse non sono ancora del tutto chiare ai decisori politici, nonostante gli accorati allarmi lanciati del mondo scientifico sull’imminente (ma già in corso in alcune regioni del pianeta) apocalisse climatica ed ecologica”, si legge in una nota diffusa dalla compagine politica, che conferma di voler continuare a lavorare perché la riconversione ecologica dell’economia e della società, “che non possono realizzarsi se non coniugate con la giustizia sociale, non rimangano solo belle parole prive di effetti concreti, anche a partire dall’azione locale di monitoraggio costante del biodigestore di via Novara”.

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