RHO – Unificazione Ufficio Entrate con Legnano: le reazioni

Il Comune di Rho e l’Associazione Commercialisti Rhodensi hanno di recente appreso del progetto di unificazione dell’Ufficio Territoriale di Rho con quello di Legnano, con ipotesi di accorpamento del primo al secondo. Tale ipotesi non è mai stata prima d’ora segnalata e, anzi, è in palese contrasto con il piano di razionalizzazione, che prevedeva sì l’accorpamento dei due Uffici, ma con la costituzione di uno nuovo ufficio con sede in Rho.
Non sono note le ragioni di questo cambiamento, ma è certo che nella decisione il Comune di Rho, i professionisti rhodensi e gli altri soggetti interessati non sono stati minimamente coinvolti ed è mancato il confronto istituzionale.
Il Comune di Rho e l’Associazione Commercialisti Rhodensi ritengono che la scelta debba tenere conto anche del bacino di utenza, che gravita su Rho e della vicinanza ad altri uffici territoriali, come infatti già evidenziato nel citato piano di razionalizzazione. L’ufficio territoriale di Rho serve infatti un bacino di 10 comuni per un totale di poco più di 180.000 contribuenti persone fisiche, oltre a tutte le società, le ditte individuali, le cooperative, le associazioni non profit e i professionisti presenti sul nostro territorio.
Sopprimendo l’Ufficio di Rho si lascerebbe privo di copertura un importante territorio che, anche geograficamente, sta al centro della provincia Ovest di Milano.
Il Comune di Legnano, viceversa, è sito all’estremità Ovest della provincia di Milano e quell’area può già contare della stretta vicinanza con altre sedi distaccate dell’Agenzia Entrate: gli uffici di Saronno, Gallarate, Busto Arsizio e Magenta.
A tal fine Il Comune di Rho e l’Associazione Commercialisti Rhodensi manifestano sin d’ora la contrarietà alla modifica dell’iniziale piano di razionalizzazione.
Il Sindaco di Rho, Avv. Pietro Romano, dichiara:
“L’amministrazione comunale ha richiesto un incontro alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate per verificare la notizia appresa e capirne le ragioni. Siamo consapevoli del processo di spending review in atto nelle agenzie ministeriali, ma non possiamo neanche pensare di lasciare un intero territorio come quello di Rho e del rhodense senza un servizio così importante. La chiusura dell’ufficio territoriale di Rho provocherebbe grandi disagi all’utenza, che si dovrebbe spostare in altri uffici territoriali molto scomodi da raggiungere. La nostra città sarà inoltre al centro del più grande piano di sviluppo tecnologico-industriale dell’intera Città Metropolitana di Milano con il post-Expo. Non possiamo quindi strategicamente lasciare sguarnito il nostro territorio anche di questo servizio.”
L’Associazione Commercialisti Rhodensi (ACR), qui rappresentata dal Presidente Dott.ssa Daniela Crivelli e dal Vice Presidente Dott. Mario Perfetti, dichiara:
“Stupisce la scelta di sopprimere la sede distaccata di Rho dell’Agenzia Entrate di Milano in quanto lascerebbe un vasto territorio e moltissimi contribuenti senza un ufficio di riferimento nelle vicinanze. Ed infatti il Piano di Accorpamento emesso dalla stessa Direzione Regionale nell’ottobre 2015 aveva previsto la chiusura della sede di Legnano ed il suo trasferimento presso gli uffici di Rho e non viceversa.
Come Associazione di Commercialisti fortemente radicata sul territorio chiediamo semplicemente, che venga rispettato quanto previsto nel documento emesso dalla Direzione Regionale che appare più coerente con la distribuzione delle Agenzie sul territorio e – ritengo – anche più coerente con la quantità di contribuenti serviti.
Non dimentichiamo che Rho è un centro con oltre 50mila abitanti sito in una tra le zone a più alta concentrazione di imprese d’Italia, eppure negli ultimi anni ha visto la chiusura degli uffici di Equitalia, delle sedi distaccate del Tribunale di Milano e della Camera di Commercio e da ultimo dello sportello Artigiani-Commercianti dell’INPS. Tutti uffici sacrificati alla “razionalizzazione” dei costi statali.
Come al solito, i costi razionalizzati sono quelli che incidono direttamente e significativamente sul servizio al cittadino, lasciando comunque inalterato il livello del deficit statale complessivo.”

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