domenica, 5 Febbraio 2023

Resuscita il progetto della discarica nel Parco del Roccolo? I sindaci dicono NO

(Foto da FB)

No alla Città Metropolitana da parte dei sindaci di Canegrate, Busto Garolfo e Casorezzo, contro i fondi messi a bilancio per far tornare alla ribalta, e funzionante, la paventata discarica nel Parco del Roccolo.

“Lo scorso luglio avevamo votato no all’approvazione del rendiconto di bilancio, perché con i suoi fondi Città Metropolitana aveva resuscitato il progetto di discarica nel parco del Roccolo. Le nostre richieste, che interpretano i sentimenti dei cittadini e delle associazioni locali, avevano ricevuto allora solo risposte vaghe, generiche e ammantate di tecnicismi. Ora c’è di peggio. Città Metropolitana, oltre a presentare puntualmente corpose memorie contro le azioni legali del PLIS e dei Comuni, si è addirittura spinta sino a mettere a bilancio fondi per finanziare un Appello incidentale al Consiglio di Stato, contro la sentenza del TAR che aveva escluso la possibilità di conferire alcuni tipi di rifiuti”, scrivono in una nota congiunta i primi cittadini di Canegrate, Matteo Modica, Susanna Biondi di Busto Garolfo, e Pierluca Oldani di Casorezzo.

Così i tre sindaci hanno votato contro questo bilancio di previsione, portando a casa anche il sostegno di altri Comuni che riconoscono le loro ragioni.
“Davvero non si comprende quale possa essere lo specifico interesse di CMM in questa questione, ma certamente il suo comportamento finisce per sostenere gli interessi del privato, nel più evidente disprezzo delle richieste dei cittadini che pure dovrebbe rappresentare. Abbiamo convintamente votato contro questo bilancio di previsione”, spiegano i tre sindaci, annunciando che la loro battaglia continua, perchè la tutela del territorio e della salute dei cittadini devono essere alla base dell’azione politica a qualsiasi livello, a maggior ragione in ambito locale.

Alle miopi logiche politiche di schieramento noi preferiamo la tutela dell’ambiente, che riguarda la vita e il futuro delle persone. È ora che Città Metropolitana riveda radicalmente l’approccio alla questione ambientale e il rapporto con i territori locali”.

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