“C’è stato un momento, oggi al Collegio Rotondi di Gorla Minore, in cui il silenzio era così profondo che si sentiva solo il fruscio dei karategi. Era il silenzio dell’ascolto, quello vero, quello che si crea solo quando parlano i Maestri”.
Comincia così una nota diffusa nelle scorse ore dagli organizzatori di una giornata di sport, vissuta ieri: stage organizzato da PGS Lombardia, cui hanno partecipato più di duecento karateka, dai bambini più piccoli agli adulti più esperti.
Sul tatami, a guidare questa “marea” di appassionati, c’erano due vere eccellenze del karate mondiale: i maestri Sara Cardin e Vincenzo Figuccio, atleti e campioni del mondo, testimoni di un ideale, che hanno regalato alle nuove generazioni non soltanto la loro tecnica incommensurabile (dal kata al kumite), ma soprattutto la loro storia fatta di sacrificio, disciplina e umiltà.
“In un’epoca di corsa e rumore, Sara e Vincenzo si sono seduti (idealmente) accanto a ogni bambino, guardandolo negli occhi. Hanno spiegato che un campione si vede non da quante coppe vince, ma da quanta perseveranza mette in ogni gesto.
Hanno illustrato la loro “Via” del Karate come un percorso di crescita personale: la concentrazione del kata che diventa concentrazione nello studio; la grinta del kumite che diventa il coraggio di affrontare le sfide di tutti i giorni”.
Di fatto: come portare a casa una nuova tecnica, ma anche un esempio da seguire.



















