Tra le ipotesi che si stanno formulando a livello internazionale, per comprendere appieno le ragioni dell’invasione dell’Ucraina da parte delle forze armate della Russia, c’è anche quella legata ad un progressivo aumento della rabbia e dell’aggressività del premier Putin, dato dal suo consumo di farmaci, in particolare steroidi, per tenere a bada un tumore.
Il capo di Stato russo Vladimir Putin soffrirebbe di un disturbo cerebrale causato da demenza, morbo di Parkinson o “rabbia da Roid” (disturbo psichico che può colpire chi assume regolarmente steroidi, che porta ad accessi ingiustificati di rabbia e violenza), derivante dal trattamento con steroidi assunti per curare un tumore. A diffondere questa informazione sono stati nelle scorse ore i servizi dell’Intelligence, più precisamente la Five Eyes (cui aderiscono Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda) i cui osservatori hanno notato una graduale trasformazione di Putin anche nelle sembianze, con il volto pallido e gonfio per i farmaci.
Ovviamente la sola spiegazione fisiologica non giustificherebbe l’invasione dell’Ucraina e le atrocità perpetrate ai danni soprattutto di civili, donne e bambini in fuga sotto le bombe, ma perlomeno i comportamenti giudicati irregolari del premier.
Secondo la CIA Putin è un malato terminale.
















