martedì, 7 Febbraio 2023

Prima alla Scala: la cultura e la bellezza vincono contro le logiche ottuse della guerra

(Foto ANSA)

Un successo enorme quello registrato ieri, mercoledì 7 dicembre, alla prima rappresentazione in scena sul palco del Teatro la Scala di Milano del “Boris”, capolavoro di Modest Musorgskij nella versione originaria, che ha inaugurato la stagione teatrale.

L’opera del compositore russo ha segnato un particolare momento, almeno per il mondo occidentale: oltre che di altissimo livello artistico, anche di livello politico, abbracciando il messaggio della cultura contro ogni barbarie e ogni conflitto, in riferimento alla guerra della Russia contro l’Ucraina, scegliendo un autore russo ad aprire il cartellone.

Tutti concordi i rappresentanti delle istituzioni, anche internazionali, presenti alla “prima”: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni,  il presidente del Senato Ignazio Larussa, il presidente dell’UE Ursula von der Leyen, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, seduti insieme nel palco reale del teatro.

Lo spettacolo si è chiuso con tredici minuti di applausi. In sala 1919 spettatori, per un incasso di quasi 2 milioni e mezzo di euro: la Scala torna alla sua grandezza pre Covid-19.

La “prima” è stata definita eccezionale, “arma contro la bestialità”, che rimette al centro la grandezza di artisti, compositori e autori russi come Musorgskij, Cajkovskij, Tolstoij o Dostoevskij, la cui immensa eredità è riconosciuta a livello internazionale, forse meno raccolta da chi comanda la Russia di oggi.

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