Secondo i dati diffusi in queste ore dall’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, le infezioni da Hiv crescono ancora, con 2.349 nuovi casi nel 2023, e ciò che preoccupa maggiormente i medici è quel paventato 40% di situazioni non portate alla luce, perchè non sottoposte agli esami clinici del caso.
Come dire che meno si parla dell’AIDS in questi anni, più il virus sta circolando ancora, tra soggetti che non ne comprendono pienamente i rischi, e vi si espongono, e persone che scoprono di essere contagiate troppo tardi.
Da qui la necessità di tornare a fare formazione e prevenzione, con campagne dedicate.
La Lombardia, nel quadro nazionale dei contagi, è la regione con il maggior numero: 377 nuove infezioni nel 2023, 3,8 casi su 100mila persone. Ogni anno nel mondo muoiono per AIDS circa 700mila persone, e 1 milione e mezzo si ammala.
L’Ospedale Sacco di Milano avvierà prossimamente uno studio dedicato a Long Activing in PrEP, poiché uno dei farmaci utilizzati per curare i malati di AIDS potrebbe essere impiegato anche per la prevenzione delle infezioni.
Dopo la Lombardia sono l’Emilia-Romagna, il Lazio e la Campania le regioni dove si registrano maggiori casi, e la trasmissione del virus è all’86,3% legata ai rapporti sessuali non protetti (rapporti eterosessuali 47,7%, rapporti sessuali tra maschi 38,6%. L’età media di chi si ammala è di 41 anni (42 uomini, 39 donne).

















