sabato, 20 Agosto 2022

Peste suina: nessun limite all’abbattimento dei cinghiali in Lombardia

(Foto da web - Italiaambiente)

E’ stato approvato ieri, giovedì 30 giugno, dalla giunta regionale lombarda il Piano di interventi urgenti per debellare defintivamente la peste suina africana, nel periodo 2022-2025. Il piano prevede la caccia ai cinghiali, portatori dell’infezione, senza limiti al loro abbattimento in tutta la Lombardia, per scongiurare la diffusione della peste negli allevamenti suini, come annunciato dall’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi.

E la Coldiretti Lombardia plaude al progetto per la gestione dei cinghiali, considerati una grave minaccia.

La peste suina rappresenta una grave minaccia per i nostri allevamenti e il rischio dell’espandersi del contagio dentro alle stalle costituirebbe un danno importante soprattutto in Lombardia dove è allevato oltre il 50% dei maiali italiani. Più volte abbiamo denunciato i pericoli della proliferazione e diffusione senza freni di questi ungulati che, oltre a provocare danni nelle campagne e incidenti, rappresentano un pericoloso veicolo per la peste suina. La diffusione di questa malattia minaccia anche quattro salumi di qualità su cinque prodotti in Lombardia, che rischiano di scomparire se il virus dovesse diffondersi negli allevamenti di maiali. Ogni iniziativa che può aiutare a contenere la presenza di questi animali è quindi importante”, il commento della Coldiretti.

Con il piano regionale si estende la caccia di selezione in tutta la regione. Secondo le ultime stime, a livello nazionale il numero dei cinghiali è salito a 2,3 milioni di esemplari. I branchi si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, razzolano tra i rifiuti con rischi per la salute, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti. Una situazione che è diventata insostenibile con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole danneggiate, dal fieno al mais, dalle patate ai piccoli frutti, dal riso alle vigne fino agli uliveti.

Questi animali sconvolgono l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico e non risparmiano nemmeno i muretti a secco, la cui arte è stata riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità”.

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