Forse sono stati sottovalutati i rischi della diffusione della PSA, la peste suina, in numerosi Comuni dell’hinterland Sud di Milano, dove si è diffuso il virus africano. Per far fronte ad una situazione che potrebbe diventare emergenziale, nelle scorse ore l’ATS di Milano ha inserito diversi Comuni in una zona di sorveglianza speciale.
Si tratta di Basiglio, Carpiano, Casarile, Cerro al Lambro, Lacchiarella, Locate Triulzi, Opera, San Zenone al Lambro e Vizzolo Predabissi, quindi Melegnano e San Giuliano Milanese. Recentemente sono stati registrati due nuovi casi di infezione nel Pavese, alle porte con il confine della provincia di Milano.
Secondo alcune valutazioni sostenute anche dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, sembrerebbe che principalmente l’infezione da peste suina negli allevamenti sia causata dall’uomo, da allevatori poco attenti ad osservare le nuove regole imposte igienico-sanitarie. Qualcuno deve aver sottovalutato i rischi connessi alla diffusione del virus per negligenza: tra le indicazioni diventate obbligatorie c’è l’uso di sovrascarpe dove ci sono i suini, e l’installazione gli archi di disinfestazione.
La diffusione dei contagi porterebbe al blocco delle esportazioni della carne: un danno che si aggirerebbe attorno ai 30 miliardi di euro.


















