sabato, 21 Maggio 2022

Pestaggi a coetanei filmati e diffusi in rete: sei 16enni finiscono in manette

E’ successo ieri, martedì 18 gennaio: i Carabinieri della Compagnia di Corsico, aiutati dai colleghi dei comandi di Rho, Abbiategraso e Sesto San Giovanni, hanno arrestato sei ragazzi di 16 anni, ritenuti responsabili dei reati di atti persecutori, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e lesioni personali aggravate. Il gruppetto, tutti residenti nell’hinterland sud-ovest milanese, frequenta un istituto scolastico a Rho, dove sono avvenuti pestaggi e violente aggressioni ai danni di coetanei.

Un compagno dei minorenni arrestati aveva denunciato ad ottobre scorso le aggressioni, e le indagini condotte dai militari hanno portato alla misura cautelare nei confronti della mini gang. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, si sono resi responsabili di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti del ragazzo che ha denunciato gli attacchi, affetto da un disturbo di iperattività, e di un altro compagno di classe, scatenati anche senza una reale motivazione, con violente aggressioni, vessazioni e gravi ingiurie, sia all’interno, sia nelle vicinanze dell’istituto scolastico, per poi riprendere le azioni criminose e diffondere i video sul canale social “Telegram”.

Le immagini diffuse allo scopo di ledere la reputazione delle parti offese, erano riuscite a raggiungere, in breve tempo, oltre 100mila visualizzazioni. In seguito alla denuncia, uno degli indagati è anche stato espulso dall’istituto scolastico.

Uno dei ragazzi arrestati è stato collocato in una comunità; un altro dovrà rimanere ai domiciliari, mentre gli altri quattro devono rimanere a casa in orari serali e notturni, quindi frequentare con impegno e profitto l’istituto scolastico dove sono iscritti, e mantenere un comportamento corretto con i compagni, gli insegnanti e in ambito familiare.

Sono in corso ulteriori accertamenti volti a chiarire la presenza, o meno, di ulteriori vittime delle azioni vessatorie commesse, con lo stesso modus operandi, dal gruppo dei giovani indagati.

Condividi:

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on email
Email
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram

ULTIME NEWS

LE PIÙ LETTE

ARTICOLI CORRELATI