mercoledì, 10 Agosto 2022

Perché Sanremo è Sanremo: quando non tramonta il mito di una sigla entrata nella storia

La cantano anche i sassi, si potrebbe dire. La conoscono anche i bambini che in principio non c’erano, a seguire il Festival di Sanremo davanti alla tv.

Ma quella sigla è passata alla storia, la conoscono tutti, la ricordano tutti. Proprio come hanno fatto ieri sera, giovedì 4 marzo, terza serata del festival della canzone italiana in corso, Amadeus e Fiorello, in apertura: basta un frame, il jingle di “Perché Sanremo è Sanremo” e parte lo spettacolo, fatto anche di ricordi, di tante edizioni del passato decisamente indimenticabili, di musica, artisti, colori, canzoni, stile, magia.

Amadeus e Fiorello hanno ricordato il Maestro Pippo Caruso, l’autore della fortunata sigla “Perché Sanremo è Sanremo”, scritta insieme a Sergio Bardotti, interpretata da Rudy Neri, oggi direttore artistico di Radio Delta International.

Il Maestro Pippo Caruso (Foto da web)

Caruso non c’è più, scomparso nel 2018 all’età di 82 anni, ma Rudy Neri ricorda spesso come ebbe inizio l’avventura di quel brano, che lo coinvolse e lo travolse, diventando una sorta di leitmotiv, che lo accompagna negli anni, oltre al ricordo personale della sua vittoria al festival del 1995, condotto da Pippo Baudo.

“Ho incontrato il maestro Caruso a Sanremo, nel 1994 quando partecipai a “Sanremo Giovani”, e nel 1995, quando vinsi con il mio gruppo dei “Prefisso”, tra le “Nuove Proposte”. Ma il mio ricordo più personale del maestro Caruso è legato al 1996, quando fui chiamato per dare la mia voce al brano “Perché Sanremo è Sanremo”, diventato la sigla storica del festival. Passammo una giornata intera insieme a Roma, per la registrazione del brano, e fu per me una grande giornata”, racconta Neri.

Quale migliore sigla ad aprire ieri la serata del festival dedicata agli amarcord, ai successi del passato?

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