domenica, 26 Giugno 2022

Passeggiate sul “lungo Olona” tutto da scoprire

“L’Olona nei secoli” è il titolo dell’iniziativa che si è svolta questa mattina a Legnano, da via Pontida fino al Castello Visconteo. Una camminata guidata che ognuno potrà ripetere d’ora in avanti lungo un percorso naturalistico e storico che, dalle cascate di via Pontida al Mulino “Cornaggia” del Castello Visconteo, accompagna alla riscoperta del fiume e del suo passato.
In via Pontida, angolo via Felice Musazzi, è stato scoperto il cartello della prima tappa del percorso, con una breve cerimonia cui hanno partecipato numerosi cittadini, che hanno ascoltato la presentazione del “lungo Olona” riqualificato, dall’assessore alla Cultura Umberto Silvestri. Con lui Gianni Cattaneo dell’associazione TTSLL, Testimonianze Storiche del Lavoro di Legnano, che opera per il recupero delle tracce del passato agricolo e industriale della città.
“Lungo questo percorso del fiume Olona, rivisitato, protetto, ripulito, c’erano un tempo una decina di mulini, per la macinatura del grano. Gli stessi sono serviti alle prime manifatture, i primi insediamenti industriali che hanno cambiato il volto di Legnano ma che vogliamo ricordare. Il nostro fiume ci ha dato tanto, con questo percorso vogliamo restituirgli il giusto valore”, ha detto Silvestri.
L’inaugurazione del percorso si inserisce nell’iniziativa più ampia “Me car Legnan”, avviata una settimana fa e che terminerà il 27 novembre, tra i cui appuntamenti spicca anche una conferenza sull’Olona che si terrà giovedì 3 novembre alle 20.45 a Palazzo Leone da Perego in via Gilardelli: “L’Olona e i suoi mulini”.
La realizzazione del percorso ciclo pedonale lungo il fiume ha comportato vari interventi di recupero, sia naturalistici, sia storici.
“I mulini qui esistevano già nel 1600. I cartelli spiegano in nove tappe quali tracce rimangono del passato, del lavoro e delle trasformazioni”, ha spiegato Cattaneo.
Molto di ciò che si può ammirare oggi lungo l’Olona a Legnano, è stato possibile anche grazie ai disegni lasciati dall’archeologo ed ingegnere Guido Sutermeister.

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