Che il settore del turismo sia tra quelli più colpiti e a forte rischio crisi è ormai una certezza, data soprattutto dall’impossibilità di avere sul territorio le presenze straniere, cui il settore si era fortemente abituato negli anni passati, e comunque prima dell’emergenza Covid-19.
Ma se per le varie componenti del settore ci sono idee e possibilità al vaglio, per provare a ripartire, difficilissima è la situazione per quanto riguarda i grandi parchi di divertimento, inclusi i bioparchi, che soffrono della difficoltà nel reperire fondi per il cibo degli animali, e soprattutto i medi e piccoli parchi itineranti: circa 5mila imprese sarebbero a rischio chiusura.
Sono oltre 20mila i lavoratori impiegati in questo tipo di attività che avrebbe enormi difficoltà a rispettare il distanziamento sociale, e soprattutto a far superare al pubblico, composto per la gran parte da famiglie, il timore legato alla partecipazione agli spettacoli.
Per queste imprese, che “vivono” spesso stagionalmente, i prossimi mesi saranno veramente un’incognita in quanto molte piccole realtà hanno già esaurito le risorse disponibili. Non rimane che attendere cosa metterà in atto il decreto “Cura Italia” per i parchi di divertimento dislocati in tutta la penisola.
Silvia Ramilli


















