domenica, 14 Aprile 2024

Parabiago ricorda la sua Battaglia del 1339 e ricrea il Villaggio Medievale

Si svolgerà il prossimo 16 aprile la rievocazione storica della Battaglia di Parabiago. Coinvolte più realtà cittadine che desiderano anche quest’anno, con l’organizzazione di più eventi, ricordare un particolare momento della storia della città.

La Battaglia di Parabiago del 21 febbraio del 1339 sarà rivissuta nel parco di Villa Corvini, con Parabiago Medievale e El Bigatt, le sue associazioni che cureranno la presenza di figuranti, espositori, artigiani, comparse, in totale una cinquantina di persone, impegnate nel raccontare una pagina di storia medievale dell’antico borgo di Parabiago, con i suoi dintorni.

Al Parco Crivelli si potrà visitare il “Villaggio Medievale”, manifestazione curata dalla Pro Loco Parabiago intitolata “A.d. 1339 Una giornata Medievale a Parabiago”, con la presentazione di una “giornata tipo” immersa in epoca medievale, vissuta in città attraverso la rappresentazione di arti e mestieri dell’epoca. Nel villaggio, alla sua seconda edizione, saranno coinvolti i bambini e i ragazzi delle scuole cittadine, quindi le compagnie teatrali del territorio “Dove osano le aquile” e “I Sottopalco”. Agli studenti è stato chiesto di realizzare cartelloni, manufatti medievali, un orto e botteghe medievali. Grande occasione per loro per imparare la storia locale.

Come si legge in una nota diffusa dal Comune, Donatella Pozzati, presidente della Pro Loco Parabiago ha commentato: “Mi preme precisare che, come associazione, non abbiamo mai voluto enfatizzare la Battaglia di Parabiago come cruenta e con spargimento di sangue e morti, così come sembra raccontata dalle parole degli storici. Abbiamo voluto fin da subito ricordare e cercare di riassaporare come poteva essere la vita quotidiana di quel tempo nell’anno della stessa battaglia. Abbiamo trovato il bello del tempo, il bello della vita quotidiana nella nostra Parabiago. Siamo nell’anno 1339 e la vita scorreva così come la stiamo immaginando in un giorno di mercato con i suoi venditori di stoffe, i lanaioli, la ricamatrice, i contadini, il fabbro, il falegname, la fornaia, un po’ di fiori e un po’ di dolci.  Una sosta alla locanda, e un taglio di barba. Non abbiamo dimenticato nemmeno gli artisti come i pittori, l’arpista, i musici e i giullari. Abbiamo dato spazio anche ai balli, ai giochi, e perché no anche a fare un salto dalla fattucchiera”.

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