Parabiago e Legnano dicono no alla chiusura dei laboratori

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No alla chiusura dei centri di prevenzione del territorio. Lo dicono i sindaci di Parabiago, Raffaele Cucchi e Gianbattista Fratus, di Legnano, che nelle scorse ore hanno inviato una lettera alla direzione di ATS, Agenzia di Tutela della Salute, che ha avviato un ridimensionamento delle attività di prevenzione sul territorio.

I due sindaci, promotori delle missiva congiunta per opporsi alla chiusura dei centri, chiedono anche un incontro ad ATS, affinché sia illustrato il piano che si intende attuare, ribadendo la propria contrarietà alla chiusura dei laboratori presenti sul territorio della Città Metropolitana.

“In questi giorni abbiamo appreso, dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie, che vi è l’intenzione di avviare un processo volto ad un progressivo disinvestimento nelle attività relative all’area di prevenzione, che porteranno ad un drastico ridimensionamento dell’area socio sanitaria del territorio del legnanese.

In qualità di rappresentanti del territorio, non possiamo che raccogliere l’appello ricevuto dalle RSU, volto a mettere in evidenzia questa strategia. Esprimiamo fin da subito la contrarietà al progetto volto alla messa in opera della chiusura del laboratorio di Prevenzione di Parabiago, che rappresenterà sicuramente un primo step di un processo più complesso, che porterà ad un progressivo arretramento della presenza dei servizi forniti dall’ATS nel territorio”, come si legge in alcuni passaggi della lettera.

Cucchi e Fratus sono certi che i presidi a rischio rappresentino “l’eccellenza del lavoro svolto dalle risorse umane”, che si spendono nella loro professione e che rendono un servizio importante alle imprese e agli enti ai quali li offrono.

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