Prosegue l’inchiesta per fare chiarezza sull’incidente che ha provocato la morte dell’operaio Raffaele Ielpo, di 42 anni, all’interno del cantiere per la costruzione della linea M4 della metropolitana milanese.
L’operaio è rimasto sepolto sotto il crollo di detriti e massi, a 18 metri di profondità, lo scorso 13 gennaio.
Allo sgomento dei colleghi e di tutta la città, sono seguiti gli accertamenti per verificare le condizioni di sicurezza all’intenro dell’area in un cui Ielpo lavorava, con anche un arresto dei lavori e un’assemblea di tutti i colleghi.
Nelle scorse ore l’iscrizione nel registro degli indagati di otto persone: un accertamento tecnico rivolto a sei soggetti tra responsabili e tecnici di MetroBlu, e a due dipendenti di società esterne che partecipano ai lavori. Più precisamente, sono indagati anche il datore di lavoro, il capo e il direttore del cantiere, il capo squadra di Ielpo e il coordinatore della sicurezza.



















