Ora legale: adesso c’è chi dice no

Si è cominciato a parlarne a Bruxelles: la Finlandia chiede l’abolizione dell’ora legale.

Portavoce della proposta è Heidi Hautala, vice presidente del Parlamento europeo, che ha illustrato la richiesta di abolizione dell’ora legale, attualmente vigente in tutti i Paesi dell’Unione Europea, facendosi interprete soprattutto dei suoi connazionali finlandesi.

In Finlandia si è svolta nei mesi scorsi una raccolta di adesioni contro l’ora legale, il cui risultato e stato sopposto al governo che ha approvato l’abolizione. Ma Helsinki deve rispettare una direttiva dell’UE risalente al 2000, che prevede l’applicazione obbligatoria dell’ora legale in tutti gli Stati membri.

L’introduzione dell’ora legale, secondo quanto illustrato a Bruxelles da Hautala, avrebbe avuto conseguenze negative sui ritmi di vita di alcune specie viventi, ed anche sull’uomo. Da quelli dei moscerini della frutta, all’orologio interno al corpo umano, troppi meccanismi biologici naturali sono disturbati dal cambio dell’ora due volte l’anno.

Secondo i finlandesi, non sussiste nemmeno più la ragione legata la risparmio energetico, quando ormai, in ogni Paese, sono state adottate lampadine e sistemi di illuminazione che già di per sé riducono l’impatto sulle risorse.

Il cambio dell’ora due volte l’anno pesa soprattutto nel Nord Europa, dove le ore di luce sono già ridotte, e i continui cambiamenti hanno cominciato a rappresentare un disagio.

La discussione sul tema è stata avviata, ad una soluzione si avverrà secondo i tempi previsti nelle sedi UE.

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