venerdì, 6 Marzo 2026
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Operazione contro ‘Ndrangheta, 3 arresti in Brianza

(Foto da web)

Tre persone, residenti in Brianza ma di origine calabrese, sono state arrestate all’alba di oggi nell’ospedale di Carate Brianza (Monza) nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di 41 persone nelle province di Reggio Calabria, Roma, Milano, Vibo Valentia, Pavia, Varese, Como, Monza-Brianza e Cagliari. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, detenzione di armi da guerra, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e lesioni personali gravi. L’operazione “Lex” ha riguardato le attività della “Locale” calabrese di Laureana di Borrello, gestita dalle famiglie Ferrentino-Chindamo e Lamari. Proprio tre persone della famiglia Lamari sono state arrestate in ospedale a Carate Brianza, mentre assistevano al travaglio di una loro congiunta.

Nel comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica attraverso la sede provinciale Varesina dei Carabinieri, si specifica che nelle prime ore di oggi, giovedi’ 3 novembre 2016, nella provincia di Varese ed in quelle di Roma, Milano, Vibo Valentia, Pavia, Como, Monza-Brianza e Cagliari, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 41 indagati appartenenti, a vario titolo, alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata Locale di Laureana di Borrello – formata dalle famiglie “Ferrentino-Chindamo” e “Lamari” – operante nel comune di Laureana di Borrello e comuni limitrofi, con ramificazioni in tutta la provincia reggina ed in altre province, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, danneggiamenti, lesioni personali gravi, frode sportiva, intestazione fittizia di beni e incendio, con l’aggravante del metodo mafioso.
Le complesse attività d’indagine, avviate dalla Compagnia di Gioia Tauro (RC) sin dal giugno 2014 e che si sono avvalse anche delle propalazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di:
– delineare gli assetti dell’organizzazione criminale nonché di acclarare l’appartenenza degli indagati, anche con ruoli di vertice, alle cosche “FERRENTINO-CHINDAMO” e “LAMARI” quali articolazioni autonome dell’associazione per delinquere di tipo ‘ndranghetistico nota come Locale di Laureana di Borrello, operante nel territorio nel comune di Laureana di Borrello e comuni limitrofi con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre province del Nord Italia;
– ricostruire l’attività della cosca che, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, era finalizzata al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona mediante il compimento di una serie indeterminata di delitti in materia di armi, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, in materia di commercio di sostanze stupefacenti;
– documentare i condizionamenti, da parte della Locale di ‘ndrangheta, dell’ordinario andamento delle istituzioni comunali, attraverso una chiara ingerenza su alcuni componenti dell’amministrazione del comune pre-aspromontano per l’aggiudicazione di appalti pubblici in favore delle aziende mafiose di riferimento della Cosca;
– provare la plurima intestazione fittizia di numerose attività commerciali, tra le quali spiccano ben 02 imprese edili ed una società, attiva nel Porto di Gioia Tauro, di import/export e di alcuni immobili in Lombardia;
– accertare l’infiltrazione della famiglia LAMARI nella gestione della “Polisportiva Laureanese” inserita nel Campionato di Promozione, girone “B”, con episodi di “combine” dei risultati di almeno due incontri di calcio.
Tra i fermati figura anche l’assessore al “verde pubblico, agricoltura, manutenzione, tradizione, servizio idrico, servizi demografici, viabilità, fiera ed artigianato” del Comune di Laureana di Borrello indagato per concorso esterno in associazione mafiosa perché – pur non facendo parte stabilmente della Locale in argomento – forniva un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo alla ‘ndrina CHINDAMO-FERRENTINO, come referente politico del sodalizio.
Nel medesimo contesto, sono stati sottoposti a sequestro preventivo 10 tra beni immobili e attività imprenditoriali ubicati in Laureana di Borrello (RC), Vibo Valentia, Voghera (PV) e Bregnano (CO) e riconducibili ad alcuni degli indagati per un valore stimato di oltre 30 milioni di euro (4 imprese di costruzione, 1 impresa di import/export, 1 azienda agricola, 1 squadra di calcio, 1 edicola, 1 supermercato, 1 abitazione).
L’attività ha permesso nel tempo di procedere già all’arresto di 5 persone, al sequestro di oltre 2 kg di marijuana ed al rinvenimento di 3 pistole, 1 fucile, centinaia di munizioni di vario calibro e quasi 2 kg di polvere da sparo.
I particolari dell’operazione “Lex” sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria alle 10:45.

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