Probabilmente sarà così, d’ora in avanti, anche durante le prossime eventuali manifestazioni pro Palestina: i pacifisti intenzionati a far sentire la propria voce a favore della pace, e la loro vicinanza al popolo palestinese, proteggeranno i loro cortei da chi intende animarli in maniera facinorosa e devastante.
Così è successo venerdì scorso, 3 ottobre, a Milano, lungo la Tangenziale Est occupata dalla prevista manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla: alcuni partecipanti si sono uniti per mano formando un cerchio attorno ad altri attivisti mossi da intenzioni meno pacifiche, isolandoli.
Il gesto non è passato inosservato, e potrebbe risultare vincente ogni volta che qualcuno non è esattamente nei cortei con le stesse intenzioni di chi protesta, affinchè sia isolato, tenuto a distanza, placato. Chi manifesta per la pace non vuole più la violenza e il degenerare dei cortei in devastazioni, guerriglia urbana, scontri con le Forze dell’ordine.
No al lancio di bottiglie di vetro e di pietre, no agli insulti, sì al dialogo e al confronto.
Se pace deve essere, pace sia.



















