domenica, 29 Gennaio 2023

Non c’è tregua alle difficoltà del settore turistico alberghiero: e se fosse una strategia?

Luigino Poli

Continua ad essere sconfortante la situazione in cui versano le numerose strutture ricettive in Italia, tra mondo della ristorazione ed alberghiero, messe in ginocchio due volte: dalla pandemia prima, dall’aumento dei costi dell’energia oggi, con conseguenze che si ripercuotono su tutto il comparto. A fronte di ristori pressoché inesistenti, promesse di sostegni e di nuove soluzioni che tardano a concretizzarsi, ormai da due anni, c’è chi tra gli imprenditori grida alla strategia: e se il governo non avesse nessuna intenzione di erogare aiuti e trovare soluzioni per le medio-piccole imprese?

“Qualche settimana fa il tanto atteso decreto “sostegni ter” è arrivato, con le nuove misure di sostegno alle imprese  per l’emergenza Covid-19. Confesso che quando ho letto il testo del decreto sono rimasto senza parole. E pensare che lo avevamo atteso con così tante speranze”, esordisce Luigino Poli, General Manager del Poli Hotel di San Vittore Olona, nell’Alto Milanese, e vice presidente di Federalberghi di Milano, esprimendo le sue perplessità sulla situazione.

“Le cosiddette “misure urgenti”, secondo  il Governo, sono, per la mia categoria, i trattamenti di integrazione salariale. Pari al 4% della retribuzione globale per le ore non prestate: voce che si commenta da sola. L’integrazione al Fondo nazionale turismo con 100 milioni di cui  60,7 destinati ai lavoratori stagionali per gennaio marzo 2022. Dunque quasi 300mila imprese si devono spartire 100 milioni. Il Credito d’imposta canoni di locazione: viene concesso a chi dimostra una diminuzione del fatturato gennaio-marzo del 50% rispetto al 2019. E se il mio fatturato fosse diminuito del 49% non ne ho più diritto? Ma poi neppure sappiamo se l’UE farà passare il provvedimento e poi bisognerà attendere le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Facciamo in tempo a chiudere prima l’attività. Il contenimento costi energia elettrica. E’ un provvedimento che quando sarà in vigore (c’è comunque da attendere una delibera di ARERA) a detta degli esperti potrà incidere al massimo per il 10%, peccato che il costo delle bollette sia triplicato”, spiega Poli, definendo questi sostegni urgenti delle “elemosine”, a fronte della necessità di fare sul serio qualcosa per aiutare la categoria.

Quindi cosa deve essere fatto? Poli è certo che alcuni interventi potrebbero davvero aiutare la categoria degli operatori del turismo a superare questo momento, riducendo almeno in parte i danni subiti: come una moratoria su finanziamenti, leasing e mutui fino a settembre; la decontribuzione del 50%  sui contributi da versare per i contratti a tempo indeterminato. Quindi la riduzione del 50% delle bollette luce e gas del primo semestre 2022; il credito di imposta fissato al 50% su tutti gli investimenti mobiliari ed immobiliari effettuati dal 2021 al 2024, e credito d’imposta del 50% sull’effettiva spesa sostenuta. Sugli utili reinvestiti, per gli esercizi 2022-2024, credito d’imposta del 30%. Per ogni assunzione a tempo indeterminato da febbraio 2022 sino al 31.12.2024, decontribuzione al 65%; per ogni assunzione a tempo determinato di giovani sotto i 35 anni di età, decontribuzione al 35%.

“Ecco, un pacchetto di provvedimenti come questi sì che sarebbe in grado di salvare l’occupazione e le nostre imprese, in attesa che la situazione torni alla normalità. Qualcuno ci ascolta?”, dice Poli, invitando altri imprenditori come lui a fare sentire la propria voce: “in questa epoca tanto social e così poco sociale una valanga di #hashtag potrebbe fare più rumore di una piazza disperata?”.

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