“Apprendiamo con grande preoccupazione dell’annuncio di chiusura del Centro di Ricerche di Nerviano, una delle realtà più importanti a livello nazionale ed europeo nella ricerca oncologica. Come CGIL Ticino Olona, riteniamo inaccettabile l’idea che un polo di eccellenza con oltre 1.000 brevetti registrati, specializzato nello sviluppo di farmaci antitumorali, venga smantellato in silenzio”: comincia così un comunicato diffuso nelle scorse ore da Mario Principe, Segretario Generale CGIL Ticino Olona, in merito alla vicenda della paventata chiusura del centro di ricerca farmacologica NMS di Nerviano.
“Il Centro di Nerviano non è soltanto un luogo di lavoro: è un bene strategico per il futuro della salute pubblica, un presidio di sapere e innovazione, e un punto di riferimento per centinaia di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati. La sua chiusura rappresenterebbe un colpo durissimo al nostro sistema di ricerca, già gravemente sottofinanziato, e una perdita irreparabile per l’intero Paese”.
Nella sua nota, Principe chiede un intervento immediato da parte delle istituzioni: Comune di Nerviano, Regione Lombardia, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e Ministero dell’Università e della Ricerca, affinché si attivino per scongiurare questa chiusura e per aprire un tavolo di confronto con il sindacato, con i lavoratori e con le comunità locali.
“La ricerca è un patrimonio del nostro Paese. Serve una visione industriale e pubblica che valorizzi il potenziale di Nerviano come motore di sviluppo scientifico, sanitario ed economico. Difendere il Centro di Ricerche di Nerviano significa difendere la dignità del lavoro, la salute dei cittadini e il futuro del nostro Paese. Come CGIL Ticino Olona metteremo in campo ogni azione possibile per tutelare il lavoro, il sapere, e il valore sociale di questo presidio. Nei prossimi giorni promuoveremo iniziative pubbliche e un confronto con le istituzioni e la cittadinanza, a partire dall’attivazione di un tavolo di confronto con Regione Lombardia che fino a poco tempo fa era azionista dello stesso centro di ricerche. Non ci rassegniamo al declino. Il Centro di Ricerche di Nerviano deve vivere”.



















