lunedì, 8 Dicembre 2025
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NMS Nerviano: “C’è la possibilità concreta di una soluzione, ma l’azienda non collabora”

Si è svolto ieri, lunedì 20 ottobre al Ministero delle Imprese e del made in Italy il nuovo incontro sul futuro del centro di ricerca oncologica NMS, Nerviano Medical Sciences, tra i rappresentanti dei lavoratori di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e il fondo cinese PAG, alla presenza del Mimit e di Invitalia.

La partecipazione al tavolo dell’agenzia pubblica per lo sviluppo è stata giudicata positivamente dai sindacati, che la considerano “un segnale concreto della possibilità di un intervento pubblico, capace di trarre nuovi capitali privati e salvare il polo di ricerca di Nerviano”.

Ma, come si legge in una nota diffusa nelle scorse ore dalla CGIL, nonostante questo spiraglio, l’azienda ha ribadito di non voler sospendere la procedura di licenziamento in corso rifiutando, anche di fronte alle sollecitazioni del Ministero, la collaborazione necessaria a garantire il tempo utile per individuare una soluzione industriale alternativa.

“Non abbiamo mai chiesto al fondo di restare a tutti i costi, ma di permetterci di lavorare a una prospettiva che eviti la dispersione di un patrimonio scientifico e professionale unico nel Paese”, spiegano i sindacati.

Il prossimo incontro è fissato per il 12 novembre, quando Invitalia presenterà le possibili soluzioni individuate. Se una di queste sarà ritenuta percorribile, l’azienda si è detta disponibile a sospendere la procedura.
Nel frattempo, le lavoratrici e i lavoratori di NMS continueranno la mobilitazione: “Non resteremo con le mani in mano e presidieremo giorno e notte gli strumenti e le strutture di ricerca, che non devono in alcun modo essere spenti, venduti, o alterati”, affermano i rappresentanti sindacali.

Ogni azione unilaterale che sarà adottata dall’azienda, volta a non garantire la continuità del centro di ricerca, sarà contrastata dai lavoratori che costituiranno un presidio permanente agli impianti ed a tutte le strumentazioni ritenute essenziali alla conservazione del patrimonio “vivo” ed utile ad una ripartenza.

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