martedì, 12 Maggio 2026
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Nel 2024 arriva la stangata del gas: +40,5% rispetto al 2020

(Foto di PublicDomainPictures - Pixabay)

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° gennaio 2024 la bolletta della luce scende del 10,8% nel mercato tutelato.

Ottima notizia. Il calo dimostra come il mercato tutelato, grazie al ruolo di Arera e Acquirente Unico, riesce a svolgere un ruolo importante per ridurre i prezzi o, in altri periodi, per contenere gli aumenti. Il Governo fa ancora in tempo a inserire nel decreto Milleproroghe la proroga del mercato tutelato per tutto il prossimo anno, o perlomeno a equipararne la scadenza al 1° luglio 2024, dato che la distanza di sei mesi tra la fine della luce e quella del gas, prevista tra pochi giorni, è assurda e crea solo confusione. Manca ancora la campagna informativa per spiegare ai consumatori che non è vero che resteranno senza luce e gas se non sceglieranno un nuovo fornitore, come invece fanno credere alcuni operatori disonesti e non si è risolto il problema dei vulnerabili che non saranno tutelati se risiedono in un condominio con impianto di riscaldamento centralizzato. Urge, infine, il rinnovo degli ultimi sconti rimasti del Governo Draghi, quelli sul gas, ossia azzeramento degli oneri generali e Iva al 5%, altrimenti saranno guai seri per gli italiani”, afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Come si legge in una nota, secondo lo studio di UNC, se per una famiglia tipo in tutela il -10,8% significa spendere 82 euro in meno su base annua, 82,35 per la precisione, la spesa totale nel 2024 (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, nell’ipotesi di prezzi costanti) resta comunque alta e arriva a 681 euro, che sommati ai 1467 del gas, determinano una “stangata” complessiva pari a 2148 euro.

Se il prezzo della luce scende del 10,8% rispetto a quello attuale e del 52,5% rispetto a gennaio 2023, rispetto ai tempi pre-crisi, ovvero nel confronto con gennaio 2021, il rialzo è ancora astronomico: +25,8%. Rispetto poi alla spesa complessiva del 2020, pari a 485 euro, ora si pagheranno ben 196 euro in più, +40,5% per cento.

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