venerdì, 24 Maggio 2024

Negozi H&M: 2mila lavoratori a rischio

(Foto da H&M - R. Lindholm)

La crisi non è stata ancora superata, anzi, per i lavoratori di H&M di Milano, che stanno rischiando il posto di lavoro, o il trasferimento in altre città d’Italia.

A sostenere la protesta dei dipendenti, del noto marchio svedese di abbigliamento ed accessori moda, ci sono le sigle sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs, che chiedono di fermare questa “modalità di fare impresa che vede solo il profitto come motore di sviluppo”, mentre serve una nuova coscienza sociale, che per altro proprio le multinazionali come H&M hanno sempre decantato.

Fatti e non parole: è arrivato il momento della coerenza: “Filcams, Fisascat e Uiltucs metteranno in campo ogni iniziativa utile a contrastare questa deriva, a partire dal coinvolgimento del ministero dello Sviluppo Economico per venire a capo del piano industriale e delle eventuali ricadute occupazionali. Non ci fermeremo fino a quando per tutti i lavoratori H&M non saranno definite delle collocazioni realmente sostenibili”, come si legge in una nota congiunta.

H&M ha 180 negozi in Italia, con più di 5mila addetti e 2mila lavoratori precari. A maggio la notizia della chiusura di otto punti vendita: due a Milano, uno rispettivamente a Udine, Vicenza, Gorizia, Bassano del Grappa, Grosseto e Bari. I sindacati, che denunciano come H&M abbia “sfruttato” le risorse del Paese, anche in termini di soluzioni economiche come la cassa integrazione in deroga, stanno cercando misure concrete per salvare la situazione, ma sembra che proprio dalla direzione del marchio non arrivino segnali di collaborazione.

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