giovedì, 13 Giugno 2024

Nasce il fondo Casa Matteo Varese per ricordare Matteo Pasquetto caduto in montagna

Matteo Pasquetto

E’ stato istituito in questi giorni un nuovo Fondo alla Fondazione Comunitaria del Varesotto: si tratta del fondo Casa Matteo Varese che guarda ai giovani, con l’obiettivo di raccogliere risorse da destinare al sostegno di progetti che vedano i giovani del territorio come protagonisti.

Come si legge in una nota, il Fondo nasce in memoria di Matteo Pasquetto, deceduto il 7 agosto 2020 dopo aver aperto la via “Il Giovane Guerriero” sulle Grandes Jorasses, sul Monte Bianco. Alpinista esperto, Guida Alpina di Varese, 26 anni, Matteo amava profondamente la montagna tanto da dedicare tempo, energia, determinazione per fare della sua passione il suo lavoro attraverso il quale sapeva appassionare chiunque lo avvicinasse, giovani e meno giovani, grazie anche all’allegria che lo contraddistingueva.

A dare origine a questo fondo è stata la famiglia di Matteo che già un anno fa aveva dato vita al Comitato Casa Matteo Varese, proprio per cominciare a raccogliere l’eredità di Matteo e a trasmetterla ad altri ragazzi.

In questo anno abbiamo potuto conoscere bellissime esperienze presenti sul nostro territorio che hanno come protagonisti giovani ed abbiamo già avuto modo di dare loro un sostegno. Ora, grazie al fondo, vogliamo rendere più costante e strutturato il nostro supporto”, spiegano i referenti del progetto.

Tra gli obiettivi vi è quello di mettere in rete pubblico e privato, per finanziare iniziative che favoriscano e sostengano l’autonomia anche economica dei giovani; una delle prime attività vuole essere quella di finanziare una Borsa di studio per un/a giovane che termini brillantemente il percorso formativo per diventare Guida Alpina del Collegio delle Guide della Lombardia.

Il fondo Casa Matteo Varese sarà ufficialmente presentato a Varese l’11 maggio prossimo, in una serata che vedrà protagonisti i collaboratori, i clienti e gli amici di Matteo, tra cui Matteo Della Bordella di ritorno dalla spedizione in Patagonia, dove a gennaio ha concluso simbolicamente quanto cominciato proprio con Matteo Pasquetto e Matteo Bernasconi.

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