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“Musa e Getta”: sedici autrici per sedici donne indimenticabili

Un libro a cura di Arianna Ninchi, attrice teatrale e autrice, nipote dell’attrice Ave Ninchi, e Silvia Siravo, si prepara a diventare anche spettacolo interattivo, con i lettori coinvolti tramite una campagna social in Facebook (facebook.com/musaegetta), e Instagram (instagram.com/musaegetta) dove chi lo desidera potrà raccontare la propria “musa”.

Sedici le donne presenti nel racconto di altrettante autrici, donne amate, donne che hanno fatto battaglie, oscurate, sfrontate, muse di grandi artisti e scrittori, osannate e poi dimenticate, alle quali viene data nuova voce attraverso i monologhi, i dialoghi immaginari, le confessioni, delle autrici pubblicate dall’editrice “Ponte alle Grazie”.

Tra queste muse indimenticabili, ma a volte consegnate all’oblio, ci sono Rosalind Franklin colei che ha il merito di aver scoperto la struttura del DNA, Amanda Lear la musa di Salvador Dalì che stregò David Bowie.

E ancora Alene Lee, simbolo della Beat Generation, la modella francese Kiki, simbolo di Montparnasse, musa di una delle immagini storiche di Man Ray, “Le Violon d’Ingres”.
Tra le autrici, la cui unica volontà è regalare un’altra versione della storia di queste donne, spiccano Maria Grazia Calandrone, Claudia Durastanti, Ritanna Armeni, Igiaba Scego, Lisa Ginzburg, Laura Pugno.

Un modo diverso di dar voce all’“altra metà del cielo”, a queste donne che hanno con libertà di scelte, stile di vita, talento, battaglie sociali e personali, attraversato un pezzo di storia e segnato profondamente la vita di uomini celebri e affermati.

Ritanna Armeni con “Il testamento” conduce in Russia, raccontando Nadezhda Krupskaja, la moglie di Lenin autrice di “La donna lavoratrice”, prima opera sulla condizione della donna russa. Mariagrazia Calandrone, candidata al Premio Strega 2021 con “Il cielo nello specchio della toeletta” racconta Amanda Lear, e il suo rapporto con Salvador Dalì. Elisa Casseri racconta il mondo delle groupie in “Groupieland, con la storia della groupie Pamela De Barres. Seguono “La regina del silenzio” di Chiara Tagliaferri che sceglie la “supermodella” Kate Moss, e Cristina Marconi che racconta Zelda Fitzgerald in  “Troppi fuochi”.

Poiché tante muse sono rimaste fuori dai racconti, il sogno della curatrice è realizzare un secondo volume in cui potrebbero trovare posto nomi come Simone de Beauvoir, Liv Ullmann, Lizzie Siddal, per ricordarne alcune.

S. R.

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