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lunedì 18 Ottobre 2021

Morte del tassista a Malpensa: i testimoni confermano che non c’era un defibrillatore

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Mentre la vicenda del 52enne tassista deceduto per un arresto cardiaco nel parcheggio delle auto bianche all’aeroporto di Malpensa, non finisce di destare sgomento e tristezza, tra i colleghi di lavoro, la sua famiglia e anche chi non lo conosceva, si fa strada l’inquietante e sempre maggiore certezza che, al momento del malore dell’uomo, in tutto l’aeroporto intercontinentale i soccorritori non hanno trovato un DAE, un dispositivo defibrillatore.

Immediati i soccorsi per rianimare Leonardo Maffei, portato nell’infermeria dell’aerostazione, e in seguito trasportato in elisoccorso all’ospedale di Circolo di Varese, dove è deceduto. Quel dispostivo forse avrebbe potuto salvarlo, forse no, ma resta il fatto che a Malpensa nessuno è riuscito a trovare un defibrillatore per tentare la rianimazione strumentale.

All’indomani della morte del tassista anche il presidente della Commissione sanità di regione Lombardia, Emanuele Monti, è sceso in campo per fare chiarezza.

Più precisamente, la prossima settimana sarà depositata da Monti una mozione in Consiglio regionale affinché si provveda all’installazione di DAE negli aeroporti di Malpensa e Linate, per potenziare la sicurezza di chi ci lavora e dei viaggiatori.

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