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Mediatori familiari nei tribunali italiani: il 30 giugno scadono le iscrizioni all’albo

(Foto da web - sito Regione Lombardia)

Scadrà il 30 giugno prossimo il termine per la costituzione dell’elenco dei mediatori familiari nei Tribunali italiani. Dal 1° luglio, quindi, i giudici fin dalla prima udienza potranno rinviare le parti in causa a professionisti del settore, che si occuperanno di individuare un percorso extraprocessuale di gestione dei conflitti.
A differenza della mediazione obbligatoria, la mediazione familiare è uno dei sistemi autocompositivi cui il giudice può far ricorso per attenuare i conflitti nelle crisi di coppia, tutelando gli interessi dei soggetti più deboli, soprattutto minori. 

In ottemperanza alla riforma Cartabia del 2021, potrà ottenere l’iscrizione all’albo chi appartiene da almeno cinque anni a una delle associazioni professionali di mediatori familiari, riconosciute dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’elenco tenuto dal presidente del Tribunale è coadiuvato da un comitato composto dal Procuratore della Repubblica e da un mediatore familiare, designato dalle Associazioni che svolgono la propria attività nella zona di competenza del Tribunale.  

L’A.I.M.S., l’Associazione internazionale mediatori sistemici, è a oggi, una delle associazioni più presenti sul territorio nazionale per numero di soci grazie ai 39 centri di formazione e mediazione, diffusi in tutta Italia. L’associazione è costituita da soci formatori, soci professionisti, soci in formazione e soci onorari e conta attualmente più di 1000 affiliati.
“Ogni giorno assistiamo a episodi di violenza, di sopraffazione dei più deboli, come se noi potessimo disporre, in ogni momento e per qualsiasi ragione della dimensione dell’altro. La mediazione è uno spazio, non l’unico, per formare e sostenere insegnanti, genitori, famiglie e operatori nel difficile compito di fare incontrare gli opposti che la vita ci presenta ogni giorno. Il lavoro di rete è necessario nel contesto della famiglia, della scuola, del tessuto sociale, della sanità, dell’intercultura. In questi ambiti la mediazione sistemica si esplicita in tutte le sue potenzialità, a partire dalla dimensione primaria: quella della prevenzione”, spiega Lilia Andreoli, presidente nazionale A.I.M.S. .

Spesso l’intervento richiede il lavoro e la collaborazione di una vasta rete di professionisti che comprende, oltre ai mediatori, avvocati, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali e insegnanti. E proprio a questo tema sarà dedicato il XIV congresso A.I.M.S., in programma il 27 e 28 ottobre a Stresa, sul tema: “L’incontro del mediatore con le diverse culture professionali – Una prospettiva di cooperazione”.  

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