Le parole di Papa Francesco, che nei giorni scorsi ha chiesto, durante un’intervista realizzata dalla Radiotelevisione Svizzera, la resa “coraggiosa” di Kiev per fare cessare la guerra, esortando alla “bandiera bianca” e ad un “negoziato internazionale”, per dire basta all’orrore, sono state rimandate al mittente da Kiev che non accetta compromessi.
“La nostra bandiera è gialla e blu. Non alzeremo mai altre bandiere”, ha scritto via social il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. E ancora: “Ringraziamo Sua Santità Papa Francesco per le sue costanti preghiere per la pace, e continuiamo a sperare che dopo due anni di guerra devastante nel cuore dell’Europa, il Pontefice trovi l’opportunità di compiere una visita apostolica in Ucraina per sostenere oltre un milione di ucraini cattolici, oltre cinque milioni di greco-cattolici, tutti cristiani e tutti ucraini”.
Ma no alla resa, no alla bandiera bianca.


















