mercoledì, 29 Giugno 2022

L’ospedale di Legnano amplia le occasioni di sostegno ai pazienti oncologici

Novità all’ospedale di Legnano, dove si realizzeranno a breve un paio di particolari progetti, rivolti al potenziamento della cura dei malati oncologici.
E’ stata presentata questa mattina, infatti, un’iniziativa possibile grazie al contributo della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, secondo cui l’Asst Ovest Milanese potrà dare continuità alla realizzazione di uno sportello per il sostegno piscologico dei malati oncologici, e istituire la figura stabile del data manager oncologico.
Nell’Unità operativa di Oncologia lavorerà una figura specializzata, che provvederà al mantenimento, aggiornamento e reperibilità di dati che derivano dalla ricerca e dagli studi clinici.
Il servizio di sostegno psicologico opererà avvalendosi di due professionisti, che affiancheranno i malati e le loro famiglie, soprattutto nella prima fase, considerata traumatica, di consapevolezza del male. Questo servizio sarà svolto in collaborazione con i volontari della Lilt, la Lega italiana Lotta contro i Tumori.tmp_15966-screenshot_20161024-1430131616057910
“Siamo una banca piccola, un credito cooperativo, ma cerchiamo sempre di sostenere il territorio. Ribadisco il nostro interesse, nonché impegno, ad ascoltarne le esigenze”, ha dichiarato Roberto Scazzosi, presidente della Bcc.
Alla presentazione dei due progetti hanno partecipato Sergio Fava, direttore dell’Unità Oncologica, Massimo Lombardo direttore generale dell’Asst Ovest Milanese, Anna Daverio rappresentante Lilt Legnano, Francesco Fisichella psicologo del nuovo sportello (che lavorerà con Silvia Corti) e Norberto Albertalli, presidente della Fondazione Ospedali.
Entrambi i progetti mirano al miglioramento delle condizioni di vita dei malati oncologici, con la valorizzazione della ricerca, pratica clinica attenta alle innovazioni, e il lato umano dell’oncologia, che non lascia soli nel dolore.
Nel 2015 lo sportello in fase embrionale ha già dato sollievo, come riferito da Fisichella, a 40 pazienti e loro famiglie, con una decina di colloqui, per un totale di 350 ore.

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