Si è svolta questa mattina a Legnano, all’interno della Franco Tosi, la consueta commemorazione dei lavoratori deportati a Mauthausen nel 1944, che non hanno fatto più ritorno a casa. Quest’anno la cerimonia è stata presenziata dall’on. Rosy Bindi, invitata dall’ANPI Legnano, salita sul palco della commemorazione ufficiale insieme alle autorità cittadine, ai sindaci dei Comuni dei dintorni, agli studenti delle scuole, ai rappresentanti della sezione ANPI cittadina.
“L’ora dell’indifferenza è finita perché la guerra è tornata nei confini dell’Europa. Nella Costituzione è scritto che l’Italia ripudia la guerra”, ha detto Bindi nel suo intervento, parlando poi di lavoro, di occupazione, della ripresa della stessa Franco Tosi, rivolgendo un messaggio ai giovani e alla fiducia che devono avere nel futuro.
Il sindaco Lorenzo Radice ha detto: “Chiunque è disposto a sacrificare la propria vita per la libertà e la giustizia fa propria la lezione dei lavoratori che oggi ricordiamo. Chiunque lotti contro l’ingiustizia e le imposizioni di un governo antidemocratico, in ogni angolo del mondo, è erede di quella lezione e la trasmette alle generazioni future”.
Al termine della cerimonia in Tosi, davanti all’ingresso è stata posata l’ottava pietra di inciampo, dedicata a Carlo Ciapparelli, lavoratore deportato a marzo del ’44. Le altre sette pietre di inciampo sono state poste un anno fa, e sono dedicate ad Alberto Giuliani, Ernesto Venegoni, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Santambrogio, Antonio Vitali, Pericle Cima.


















