L’intimo per il ciclo diventa ecologico

E’ stata una dura battaglia quella che a dicembre 2019 ha portato il Governo ad abbassare la tassa sugli assorbenti femminili dal 22% al 5%, ma soltanto se si tratta di prodotti biodegradabili e compostabili, quasi introvabili nella grande distribuzione e che spesso entrano in conflitto con le esigenze delle consumatrici.

Gli assorbenti, prodotti indispensabili a metà della popolazione, sono equiparati a “beni di lusso”, divenendo un problema serio per le fasce economicamente più deboli.

Una soluzione ecologica e decisamente economica rispetto ai comuni assorbenti per signora in commercio, considerati non ecologici e inquinanti, potrebbe essere rappresentata dall’ “intimo per il ciclo”, lingerie assorbente utilizzabile durante il periodo mestruale, o anche in caso di incontinenza, permettendo così di eliminare la spesa di assorbenti, tamponi e salva slip.

Si tratta di biancheria intima a triplo strato traspirante, con il compito di assorbire e trattenere completamente il flusso mestruale, utilizzabile facilmente da tutte le donne per ogni necessità avendo diversi livelli di assorbenza.

Quest’innovativa biancheria già in commercio, ma al momento soltanto online in Italia, è lavabile in lavatrice, ha una durata di circa due anni e può portare ad un elevato risparmio sull’economia familiare. I costi dei singoli slip possono variare da 30 a 40 euro circa, quindi è necessario un piccolo “investimento” iniziale, tenendo presente che ogni capo ha una durata di circa 8 ore prima della sostituzione e del lavaggio.

Una proposta ecologica che può rappresentare un’alternativa, mentre la battaglia perché un bene di lusso sia considerato “bene primario” prosegue senza sosta.

Silvia Ramilli

print