venerdì, 24 Maggio 2024

Legnano si prepara ad accogliere una trentina di madri e minori richiedenti asilo

(Foto da FB)

La giunta comunale di Legnano ha approvato nelle scorse ore le linee di indirizzo per l’ampliamento della rete territoriale di accoglienza straordinaria. Si intende che l’Amministrazione comunale risponde alla richiesta avanzata dalla Prefettura di Milano a tutti i sindaci di incrementare i posti messi a disposizione per le persone richiedenti protezione internazionale, alla luce dell’eccezionale aumento dei flussi di persone migranti in ingresso Italia attraverso le rotte migratorie del Mediterraneo.

A Legnano a tale scopo è stato individuato un solo spazio adeguato all’ampliamento temporaneo del CAS: il cortile della nuova sede della Croce Rossa Italiana – sezione di Legnano, in viale Cadorna. Come si legge in una nota, proprio la CRI attualmente gestisce il Centro di Accoglienza dove sono ospitati 25 profughi, madri e bambini per lo più provenienti da paesi Africani. L’area, vissuta anche dai volontari della Protezione Civile Alberto da Giussano che stanno ultimando i lavori di predisposizione della nuova sede, è uno spazio vivo e controllato tutto il giorno, tutti i giorni. In una porzione del cortile saranno quindi posizionati i moduli abitativi temporanei per una trentina di persone, madri e bambini provenienti da Paesi africani, e due moduli per le attività di supporto. Le spese previste per il noleggio dei moduli abitativi, che arriveranno a Legnano entro la prima metà di settembre, saranno rimborsate interamente dal Ministero dell’Interno.

Anche questa volta Legnano farà responsabilmente la sua parte per garantire l’accoglienza di persone costrette a lasciare i propri Paesi in cerca di condizioni di vita migliori e più sicure. Confermiamo quell’impegno di cui Legnano ha dato già prova in passato accogliendo e poi integrando, senza problemi, fra il 2014 e il 2016, i profughi provenienti da alcuni Paesi Africani e dal Pakistan e, più recentemente, i fuggiaschi dall’Afghanistan dei talebani e gli Ucraini. Lo facciamo forti di un modello di accoglienza che, sulla base dell’esperienza in corso, si è dimostrato attento alle necessità dei richiedenti asilo e, nel contempo, sostenibile per il suo impatto sul territorio perché lavora su piccoli gruppi”, spiega il sindaco Lorenzo Radice.

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