mercoledì, 17 Aprile 2024

LEGNANO – Progetto fotografico di integrazione per i bimbi di via Jucker

(Immagine di repertorio)

Un interessante progetto di integrazione sul territorio legnanese, promosso dall’Associazione Circolo Santa Teresa di Legnano, che nasce dall’attiva partecipazione di volontarie e volontari che operano nel quartiere Mazzafame e che si riuniscono alcune volte la settimana per dare vita ad attività culturali e ludico ricreative rivolte soprattutto a bimbi, donne e anziani. L’associazione reputa necessaria la collaborazione al fine di dare sostegno a chi ne ha bisogno e desidera contrastare l’emarginazione affinché solidarietà ed aggregazione tra gruppi etnici rendano migliori le persone. Da più di un anno, le socie dell’Associazione accolgono ogni lunedì e giovedì pomeriggio i bambini di etnia Rom che stanno seguendo il percorso di inserimento avviato dal Comune di Legnano con la collaborazione della Fondazione Somaschi Onlus facilitandone, in questo modo, il loro processo di integrazione.

Il difficile percorso di integrazione della comunità rom che vive nelle periferie delle nostre città, pone l’esigenza di una profonda riflessione su quali siano le azioni educative più efficaci a favorire una maggior coesione e crescita di opportunità per i minori e le loro famiglie.
Il Progetto “Integrare attraverso le immagini” si rivolge ai bambini in età scolare e ai giovani adolescenti che vivono in Via Jucker a Legnano, target attorno il quale i promotori credono sia più semplice avviare un processo di integrazione positiva, sia con le proprie famiglie che con i cittadini del territorio in cui essi vivono.
La condivisione di esperienze di questo tipo vuole muovere nel gruppo aspetti emozionali profondi, che portino al superamento di pregiudizi o stereotipi: tutti possiedono qualità e capacità, tutti nella loro diversità. Non solo. Vuole essere stimolo a rimanere mentalmente “aperti” a pensieri, situazioni ed emozioni inaspettate. Spesso il pensiero dei bambini, infatti, non ancora modellato da convenzioni e strutture preconcette, porta ad interpretazioni creative della realtà ricche di spunti spendibili in altre situazioni.

Il progetto è tenuto dalla fotografa Giulia Turri:

Nata a Busto Arsizio i 15-12-1989, fin da piccola prova una grande attrazione verso la macchina fotografica sicuramente influenzata dal padre e dal nonno, inizia a scattare a 12 anni con una Minolta analogica.
Finiti gli studi al Liceo artistico di Busto, dove già viene indirizzata verso la fotografia da vari professori e partecipando a un esposizione alla Fondazione Bandera di Busto Arsizio, Frequenta la scuola professionale di fotografia Riccardo Bauer dove tramite il periodo di stage riesce a lavorare tre anni per Agostino Osio nel campo della riproduzione di opere d’arte. Nel frattempo frequenta un corso di formazione della regione Lombardia in collaborazione con l’agenzia Contrasto dove incontra figure professionali di diversi ambiti del campo fotografico, grazie a questo corso conosce Efram Raimondi che le permette di stampare e esporre due sue immagini del progetto “luoghi-non luoghi” all’interno del suo spazio,Lalter studio, a Busto Arsizio.
Terminato il periodo di lavoro con Agostino decide di iscriversi all’università per riuscire a unire la grafica con la fotografia, ottiene la laurea in grafica pubblicitaria alla Nuova accademia di belle arti.
Vive a Lisbona per 5 mesi e vince il concorso fotografico “Restart” insieme a altri 10 fotografi, la sua immagine ispira un musicista nella composizione di un opera. Collabora nel 2014/2015 con Linke, studio di stampa fine art a Milano. Ora lavora come assistente di Andrea Rossetti nel campo della riproduzione di opere d’arte. Nel mese di maggio raggiunge la pubblicazione di una sua immagine sulla rivista mensile Marie Claire.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

• Attivare un laboratorio interculturale incentrato sul gioco
• Promuovere la conoscenza della cultura rom nella popolazione italiana per superare i pregiudizi e facilitare l’integrazione
• Favorire la gestione dell’apprendimento in piccoli gruppi
• Favorire l’incontro tra bambini rom e non rom nelle scuole per contrastare i fenomeni di emarginazione e devianza
• Supportare l’inserimento scolastico dei minori
• Creare dei gruppi di minori che si danno degli obbiettivi e delle sfide comuni da superare
• Permettere ai minori rom di mantenere viva la loro cultura
• Valorizzare gli incontri intergenerazionali (tra bambini, famiglie ed anziani)

REALIZZAZIONE:
Attraverso la fotografia, strumento ideale per incrementare le capacità creative e immaginative dei bambini, il Progetto intende stimolare l’incontro interculturale attraverso il quale i minori possano raccontare le loro emozioni. La sfida finale dell’esposizione dei lavori rappresenta inoltre anche un superamento delle capacità iniziali e un rinforzo positivo della loro autostima. Obiettivo primario non è quello di affrontare il laboratorio dal punto di vista strettamente tecnico ma quello di introdurre alcuni elementi del linguaggio fotografico al fine di fornire ai più piccoli degli spunti e dei punti di osservazione differenti.
Le finalità educative del Progetto sono molteplici, primo fra tutti stimolare nei bambini la loro capacità di osservazione del mondo e degli altri: un’osservazione della realtà da punti di vista “altri”, libera e creativa, in cui le differenze e le diversità diventano ricchezza comune.
La fotografia è un linguaggio e come tale ha delle regole visive tramite le quali si può dire una cosa o un’altra. Con l’inquadratura il fotografo decide cosa dire, come scrivere la sua storia, come trasmettere i propri messaggi; i diversi punti di vista dicono cose diverse e danno sensazioni visive molto diverse, più o meno accattivanti ed efficaci.

FASE 1

La prima fase del laboratorio comprende un workshop di educazione all’immagine con semplici lezioni teoriche sulla costruzione dell’ immagine fotografica.
Temi trattati:
• la macchina fotografica
• l’inquadratura e i punti di vista
• i tagli (zoommare e avvicinarsi al soggetto)
• L’ambientazione

FASE 2

Realizzazione di fotografie da parte dei bambini: dando ai bambini alcuni input li si fa fotografare, sperimentare, ricercare, utilizzare le “regole” visive precedentemente analizzate rispettandole e sovvertendole, ci si comincia a misurare con il linguaggio fotografico con maggiore consapevolezza. I bambini, dotati di macchine “usa e getta” potranno cimentarsi con lo strumento e scattare a piacimento le loro immagini.

Le fotografie saranno realizzate nel corso di una due o tre uscite durante le quali i bambini, divisi in piccoli gruppi e affiancati dai volontari dell’Associazione, documenteranno ciò che li colpisce, ciò a cui danno valore e di cui vogliono avere un ricordo, una memoria. L’idea è costruire, per ogni partecipante, un corpo di immagini rappresentativo della propria visione della realtà.
Temi trattati:
• scelta del soggetto, dell’inquadratura, del particolare che ha attirato l’attenzione
• scelta della posizione da cui scattare la fotografia
• il rapporto tra inquadratura e luce, gli effetti, le ombre;
• la scoperta del mutare nello spazio della forma dell’oggetto fotografato

FASE 3

Visione e commento delle fotografie realizzate dai bambini. Questa fase è molto importante perché permette ai bambini di comprendere dagli “errori” e dall’esperienza diretta. I bambini stessi, protagonisti del laboratorio didattico, sceglieranno i lavori migliori e realizzeranno un elaborato finale con le immagini più belle realizzate dai piccoli artisti.

FASE 4
Esposizione dei lavori: organizzazione di una mostra itinerante aperta al pubblico con le immagini realizzate dai bambini durante il corso e quelle scattate da lei durante questo periodo.

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