martedì, 16 Aprile 2024

LEGNANO – L’incantesimo della nostalgia 6: una serata grandiosa al Welcome Hotel

La nostalgia incanta. E fa il tutto esaurito. Difficile trovare un posto a sedere, la sera do venerdì 18 marzo, nell’auditorio del Welcome Hotel, per chi non fosse arrivato con largo anticipo. Una serata dedicata alla Legnano che fu, ha acceso la curiosità, prima ancora dei ricordi di un numeroso pubblico. Una serie di cartoline d’altri tempi, diventate diapositive per l’occasione, hanno ripercorso la storia della città del Carroccio dal 1862, ossia da quando Giuseppe Garibaldi vi soggiornò, tenendo un discorso alla cittadinanza, dal balcone di un’abitazione che dava sul viale che sarebbe stato ribattezzato con il suo come, corso Garibaldi. Dalle parole di Daniele Berti, si è venuto a sapere che di poco successive furono le nascite delle ditte Cantoni e Franco Tosi, che plasmano la struttura del borgo il cui nome resta inevitabilmente legato al medioevo e alla vittoria dei comuni lombardi contro l’imperatore. Nel 1886, però, l’imprenditore Franco Tosi viene assassinato da un suo dipendente. L’anno successivo nasce la Banca di Legnano, dove ora c’è la fontana di ferro, di fianco a Palazzo Malinverni. Anche Mussolini lega il suo nome a Legnano: prima facendo richiesta come maestro elementare, rifiutato, poi accolto nel 1934 quando era già Duce. Tra le bici Legnano e le automobili della Fial, si muovono i ricordi della Coppa Bernocchi e dei trionfi di Bartali e Coppi al Giro, in sella alle Legnano. Nel 1924, finalmente, Legnano diventa città. Più recenti, le immagini di Felice Musazzi e dei Legnanesi, di Enzo Pagani e del suo museo a cielo aperto, del trionfo europeo dei Frogs nel football americano. Infine, il ritratto di un padre salesiano legnanese, naturalista e botanico, tale Carlo Crespi, che nel 1923 compì una riguardevole esplorazione in Equador, sulle Ande e in Amazzonia, dove raccolse vario materiale, 600 coleotteri e in totale 200 specie, che catalogò per dare vita a un erbario a Valsalice nel 1924.

Carlo Colombo

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