sabato, 24 Settembre 2022

LEGNANO – Il Ticino in kayak: il video e le considerazioni di Marco Patania

“Ciao a tutti!
Sono tornato sabato dal viaggio in kayak lungo il Ticino, un viaggio breve, ma molto bello.

La prima giornata, giovedì, l’avevo passata tra rapide assassine e infiniti e faticosi trasbordi, finendo col dormire nel sacco a pelo bagnato con quasi tutti i vestiti bagnati e anche la tenda, perché mi sono fermato che ormai il sole era dietro agli alberi.

La seconda giornata l’ho passata ancora tra rapide e trasbordi, lavorando il doppio, perché ho aiutato i due canoisti svizzeri a trasportare anche il loro kayak in più trasbordi, ma almeno poi ho dormito bene su una magnifica spiaggetta, naturalmente dopo essermi ribaltato in un vortice traditore poche centinaia di metri prima del ponte di Vigevano.

L’ultima giornata è stata la meno faticosa, sebbene impegnativa: il Ticino è pieno di diramazioni, alcune con corrente e rapide, altre con acqua immobile, alcune portano dritto alla destinazione, altre fanno dei giri lunghissimi, facendo rischiare di perdersi in qualche lanca isolata.
E sono rami larghi centinaia di metri, una cosa impressionate!
Inoltre bisogna costantemente fare attenzione a non urtare contro macigni e tronchi: se escono dall’acqua si vedono, ma se sono sotto al pelo dell’acqua non è più così facile.
Bisogna tenere d’occhio le increspature che si formano dove non dovrebbero: lì sotto c’è sicuramente qualcosa ma non sempre è facile riconoscere quali increspature nascondono delle insidie.
Comunque, dopo tutta la mattina passata a pagaiare tra i labirintici rami del fiume, finalmente, poco prima di mezzogiorno sono giunto al ponte di barche di Bereguardo.
Lì mi sono fermato a bere qualcosa e non ho potuto evitare di bere una super birra insieme ai canoisti svizzeri, che erano arrivati lì un paio di ore prima.
Salutati gli svizzeri, in un paio d’ore sono arrivato a Pavia, dove ho terminato il viaggio.
Lo so, non sono arrivato fino al Po, ma mancavano solo 8 Km e, avendo un gomito un po’ “fuori posto”, ho preferito fermarmi a Pavia.

Considerazioni finali… che bello che è il Ticino!
Un fiume che attraversa paesaggi ancora incontaminati, sebbene ci siano città vicine, un fiume che è fonte di vita per innumerevoli specie animali, pesci, uccelli, mammiferi, insetti e altro ancora.
Personalmente ho visto tanti aironi, anatre di tutti i tipi, gru, gallinelle d’acqua, falchi, corvi, cornacchie e gabbiani, oltre a carpe, trote e altri pesci che non ho riconosciuto.
Ho visto insetti dei quali non conoscevo l’esistenza, oltre a conigli, lepri, tante impronte di cinghiale, qualche nutria e rari topi.
E di notte i boschi intorno al fiume si animano con gufi e civette, rane e altri animali notturni che emettono i loro richiami.
Spiagge immense sia di sassi che di sabbia, boschi fitti e verdissimi e aria buona, tutti motivi validi per fare una passeggiata lungo le rive del Ticino, o solo per sdraiarsi a prendere il sole.
E per i ciclisti c’è anche una bella pista ciclabile che va da Sesto Calende e Castano Primo (forse anche oltre, ma non sono sicuro) costeggiando tutto il fiume.
L’acqua è limpida come un torrente di montagna (almeno dall’aspetto), tranne da dopo Boffalora, dove comincia a odorare di detersivi e altre cose chimiche… non che sia un odore pungente, ma ogni tanto arrivano delle folate e sarebbe meglio se non ci fossero ed è un peccato.

Per chi volesse percorrere il Ticino in kayak, canoa, o qualsiasi altra imbarcazione, il fiume si può dividere in tre parti:

1) da Sesto Calende al ponte di Turbigo: trasbordi lunghi e faticosi, con innumerevoli rapide e secche che costringono a percorrere tanti tratti a piedi seguendo il kayak in mezzo alla corrente, se ci si stesse dentro gratterebbe sul fondale – per chi sa già andare in kayak come si deve e per chi ha voglia di scarpinare con zaino in spalla e kayak a mano;

2) dal ponte di Turbigo a Vigevano: anche qui ci sono tante rapide, ma molto meno impegnative e non ci sono secche, però ci sono due trasbordi molto faticosi e al curvone a sinistra prima del ponte di Vigevano bisogna fare attenzione ad un vortice che si forma per via di un buca che con gli anni la corrente ha formato in quel punto; tale vortice si trova vicino alla costa dove ci sono le prime abitazioni col pontile sulla costa destra, non avvicinatevi se non volete essere risucchiati… io ci sono finito in mezzo e mi sono ribaltato, per fortuna che il giubbotto salvagente ha fatto il suo lavoro; l’ultimo ostacolo sono le rapide sotto al ponte di Vigevano, alquanto pericolose, bisogna passare sotto alla prima arcata a destra – non per principianti, comunque bisogna trasportare tutto per un bel tratto a piedi;

3) da Vigevano a Pavia (fino al Po): fino a Bereguardo ci sono tante rapide, ma piccole, poco impegnative e divertenti, poi diventa tutto piatto e fila tutto liscio fino al Po – adatto a tutti.

Naturalmente, essendo un fiume, come tutti i fiumi anche il Ticino non ha un percorso fisso, continua a spostarsi formando nuove anse e nuovi rami e abbandonando le vecchie diramazioni, che si trasformano in lanche con canneti, regno di uccelli migratori e carpe.
Per questo, le indicazioni che vi ho dato potrebbero non corrispondere del tutto a quello che vi trovate davanti, a seconda della variabilità del corso del fiume e della quantità di acqua rilasciata dalla diga della Miorina, che regola il livello del Lago Maggiore e, di conseguenza, anche la quantità d’acqua del Ticino.

Insomma, il Ticino è un gran bel fiume che merita una visita, un’escursione o anche solo una passeggiata… non ve ne pentirete!
Buon viaggio a tutti, ci vediamo alla prossima avventura, oh yeah!”

Marco Patania

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
WhatsApp
Telegram

ULTIME NEWS

LE PIÙ LETTE

ARTICOLI CORRELATI