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venerdì 26 Febbraio 2021

LEGNANO – Il pensiero e lo sfogo su FB di Gaetano Paolillo, patron dell’AC Legnano

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E’ apparso su Facebook il giorno di Natale un lungo ed articolato pensiero a firma del patron dell’AC Legnano Gaetano Paolillo. Abbiamo ritenuto di pubblicarlo integralmente:

“LETTERA DI NATALE
Cari sportivi e cari tifosi Lilla.
Prima di tutto voglio augurarvi un buon Natale ed un 2016 ricco di soddisfazioni.
Mi è dispiaciuto tanto non avervi regalato la nostra Coppa Italia. Così come mi dispiace non avere una classifica migliore. Devo dirvi che sono dispiaciuto ed addolorato perché su questa barca Lilla qualcuno si è messo a remare contro. Certo, parliamo di “qualcuno”.
Ciò non toglie che a remare contro si fa solo del male all’A.C. Legnano.
Ormai è passato un anno esatto da quando assieme a due amici mi sono preso la responsabilità di guidare questa Società. Vi assicuro che ci ho pensato tanto. Una Società piena di debiti, con gravi problemi, in fondo alla classifica, senza credibilità, irrisa da tutti ed un campo da calcio buono per coltivare patate. Una sede indegna. Sull’orlo del fallimento.
Ma io in questa Società ci ho giocato. Ho vinto un Campionato. Il mio Presidente era Mari.
Entriamo con la possibilità di uscire a fine Campionato, dopo aver verificato i debiti. Nonostante i debiti da sistemare non siano mai mancati, abbiamo deciso di andare avanti con grande senso di responsabilità.
Intanto i debiti continuano ad arrivare ancora. Speriamo di aver sistemato quasi tutto.
A distanza di un anno, di quella Società non esiste più niente. Anche se qualche debituccio salta ancora fuori. Ora c’é una Società seria, credibile, affidabile, presente, che mantiene gli impegni. Senza debiti.
Abbiamo sistemato un pollaio trasformandolo in una sede bellissima. Sistemato spogliatoi e Stadio. Aria condizionata in Sede. Ai nostri Calciatori non manca niente. Trovano negli spogliatoi anche accappatoi e asciugamani. Ora si respira il Lilla.
Però. Però. In questi giorni sono pensieroso.
Mi sono preso la responsabilità di esonerare Di Gioia. E’ un ragazzo che conosco da almeno vent’anni. E non è stato facile prendere questa decisione. Ma ho pensato che per il bene del Legnano dovevo farlo.
Il modo in cui abbiamo perso la Finale di Coppa Italia non mi è piaciuto. Ora guardo avanti. Nel bene e nel male qua c’è solo un responsabile: io.
Sono pensieroso perché non vedo attorno alla Società il calore che vorrei. Questi cretini sempre pronti a criticare.
Io, vi assicuro, quando c’è la partita soffro tantissimo, al contrario di qualche gufo che spera che le cose vadano male per poi attaccarsi a Facebook per buttare fango addosso.
Ma cari gufi, non l’avrete vinta. Attaccatevi pure a Facebook per criticare, siete vergognosi, volete solo distruzione. E chi non vi isola, permettendovi questa distruzione, è vostro complice.
Io non voglio neanche un grazie. Quello che faccio viene dal mio cuore. Senza uno scopo, un interesse. Anzi. Per me è solo stress, impegno di ogni tipo, portare via tempo al mio lavoro, a me stesso, alla mia famiglia. Solo questo. Ma va bene.
Sono pronto a confrontarmi con chiunque. Non a giustificarmi, perché non mi devo giustificare con nessuno. A confrontarmi. A spiegarvi.
Io mi emoziono quando vinciamo e quando sento i Tifosi incitare la Squadra. Ho imposto alla Squadra di salutare i Tifosi prima e dopo ogni partita. A rispettare la Maglia che indossano.
Ho sempre detto, sin dal primo giorno, che non voglio mai essere un problema. Per nessuno. Posso restare a Legnano dieci anni ancora o dieci giorni. Dipende.
Ancora non ho raggiunto tutti i miei obiettivi.
Credibilità. Risanamento della Società. Sistemare Stadio – ingresso area spogliatoi – spogliatoi. Un campo da gioco bellissimo. Una sede bellissima.
Me ne manca solo uno: portare la Squadra in Serie D.
La porterò. Dopodiché potrò ritenermi soddisfatto.
Noi siamo unici, come la nostra Maglia.
Stiamo lanciando una moda. Speriamo di essere seguiti. Ma dubito. A tutti i nostri dipendenti abbiamo pagato la mensilità di Dicembre prima di Natale. Trovatemi un’altra Squadra che ha fatto così. Dalla Serie A alla Terza categoria. E non è poco. Vi assicuro.
Sentire dagli stupidi: “Il Legnano ai Legnanesi”. Per curiosità fatemi sapere chi sono stati gli ultimi Presidenti Legnanesi.
Comunque, vi comunico che dal 27/12 il campanello della sede sarà sempre attivo. Se ci fosse qualcuno che vuole prendere la guida della Società, gli sarà aperto il portone immediatamente.
Mi raccomando, preferibilmente di Legnano.
Vi aspettiamo fino al 30/05/2016.
Ora però lasciatemi lavorare in pace perché devo provare a disputare l’anno prossimo la Serie D.
Prego astenersi dal suonare il campanello perditempo e nullatenenti.
Ma, qualora non dovesse suonare nessuno, state tranquilli, non porterò le chiavi al Sindaco, che non saprebbe che farsene, visto che del Legnano non gli importa niente (a proposito, caro Sindaco, ad inizio stagione Le abbiamo regalato un abbonamento, ma Lei non è mai venuto. Neanche alla Finale. Se gentilmente ce lo restituisce, lo regaleremo a qualcuno che saprà farne buon uso. Grazie.).
Andremo avanti ancora noi. Ancora un anno. Quindi abbiamo tempo. Per me è stato più importante investire nella Sede che comprare un Giocatore in più.
Ringrazio tutte le persone che mi sono vicino e che mi danno la forza di andare avanti, a cominciare da Vanessa e Dario, i miei figli.
Ora lasciatemi concentrare. Voglio portare il Legnano in D. Fare una bella festa tutti assieme. Senza i gufi. Voi state fuori.
Per ultimo: io non ho alcun interesse, di nessun tipo. Posso andare via in qualsiasi momento. Che sia chiaro.
Forza Lilla!
Gaetano Paolillo
P.S. A proposito di iniziative della Società: questa estate ho pensato di organizzare la presentazione della Squadra allo Stadio, a seguire concerto di De André.
Poi ho scoperto che per il Comune non andava bene: bisognava fare richiesta sessanta giorni prima, Tribuna inagibile (diventa agibile solo per il Palio), Vigili del Fuoco, problemi di decibel per il suono, e poi non ricordo cos’altro.
Avendo già pagato l’Artista di tasca mia per fare il concerto allo Stadio, cerco di rimediare. Facciamolo al Teatro Galleria di Legnano, affittando (chiaramente pagando); ma nonostante la mia insistenza, al Teatro Galleria di Legnano non c’era una data disponibile. Bene.
Allora chiedo al Teatro di Varese che mi trova una data per fare questo concerto.
Questa è la storiella di De André.
Vi è piaciuta?
Avanti così.”

Il giorno di Santo Stefano, sul sito uffciale dell’AC Legnano, e’ comparsa anche una replica di Paolillo alle dichiarazioni rilasciate al webquotidiano legnanonews dal Mister uscente Di Gioia. Eccone il testo:

“Rispondo a Di Gioia, in modo che possa schiarirsi un po´ le idee.
Di gente non all´altezza ce n´è tanta. Non parliamo di compromessi. E non voglio fare polemica con un ragazzo che conosco da tanti anni.
Un anno fa l´ho preso ad allenare il Legnano, nonostante il suo curriculum da allenatore poteva lasciarmi qualche dubbio (andate a vederlo).
L´ho aiutato, supportato, indirizzato.
Caro Stefano, il Legnano non è il giocattolo di nessuno, è una Società gestita da me. E quello che succede mi deve trovare d´accordo. Se poi si vince chiudo un occhio.
Abbiamo giocato l´anno scorso un playoff da vincere, finendo la partita senza attaccanti.
Abbiamo perso quest´anno una finale di Coppa Italia e dopo l´espulsione dell´ attaccante abbiamo giocato senza attaccanti, mettendo in campo l´attaccante a 5 minuti dalla fine.
A Tradate, sotto di un gol, abbiamo tolto un centrocampista per un difensore.
E poi sentirmi dire che la Coppa Italia non era un nostro obbiettivo. Quando tutti sapevano che era il nostro obbiettivo principale.
Mi aspettavo un po´ di gratitudine e riconoscenza per l´opportunità che ti ho dato.
Tutto sommato ne sei uscito bene.
Certo, a stare fermo mi sarei evitato tante critiche. Ma non voglio andare oltre, come ti ho detto ti rimprovero il fatto che tu ed il Direttore Sportivo in un anno non siete mai andati a bere un caffé assieme. E non per colpa del Direttore. Ecco qual è il motivo. Nella mia Società questo non mi va bene.
Così come non mi va bene che il giorno prima della finale due giocatori quasi arrivano alle mani e non ce ne accorgiamo.
Il Legnano è una macchina che cammina da sola.
Chi viene a lavorare qua deve fare il suo.
Mi ritengo un uomo di calcio e di campo. Qua non ci sono compromessi. Voglio professionalità, cura dei particolari ed unione.
Ti auguro di trovare una Società dove tu possa lavorare meglio.
Finisco qua senza tornare più sull´argomento.
Voglio andare in D.
2016/2017 il Legnano in serie D.
In caso contrario ho fallito.
Buone feste.
Gaetano”

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