lunedì, 27 Maggio 2024

Legnano commemora quella “tragedia costruita”: inaugurato il Monumento al Vajont

Commozione e partecipazione questa mattina, sabato 11 maggio, a Legnano, dove nel giardino di piazza Vittorio Veneto è stato inaugurato un monumento dedicato al Vajont, o meglio alle duemila vittime del disastro della diga del Vajont, del 1963.

Il manufatto è stato fortemente voluto da Giuseppe Calini, imprenditore legnanese, che aveva già sottoposto il progetto all’Amministrazione comunale una decina di anni fa, con il sindaco Alberto Centinaio alla guida della città. Oggi il suo intento celebrativo, ma non soltanto, ha raggiunto il compimento con il completamento del progetto da parte dell’attuale sindaco, Lorenzo Radice.

Ma perchè ricordare il Vajont a Legnano? E perchè no? La risposta più immediata, considerando che dall’epoca dei fatti, quando la diga fu colpita dal cedimento del Monte Toc tracimando nella notte tutta l’acqua del suo invaso, radendo al suolo in pochi istanti paesi come Longarone e limitrofi, uccidendo poco meno di 2mila persone, molto poco risulta sia stato fatto in Italia per ricordare quella strage, considerata annunciata, prevedibile, “una tragedia costruita”, sulla pelle di cittadini ignari del rischio che stavano correndo sotto la diga, ai quali negli anni difficilmente è stato riconosciuto ufficialmente il loro sacrificio.
“Oltre la strage l’umiliazione. Oltre al danno fisico e morale queste persone hanno subito anche l’oblio. Legnano sarà sempre dalla loro parte, perchè questa è anche la loro città”, ha detto Calini.

Questa mattina Legnano ha rimesso a posto le cose, almeno in parte, con questo nuovo monumento per altro grande, luminoso ed evocativo, scoperto da un piccolo gruppo di superstiti sopravvissuti alla tragedia. Tra loro anche Giuseppe Vazza, 90enne, che ha scritto la storia del Vajont in un libro, raccontando cosa accadde anche alla sua famiglia. Con loro Renato Migotti, presidente dell’Associazione “Vajont il futuro della Memoria”, e Micaela Coletti, presidente del Comitato Sopravvissuti del Vajont, con Francesco Martini, Idelma e Gervasia.

Il Vajont ci ha insegnato qualcosa? Temo di no. Ancora oggi non c’è attenzione vera all’ambiente. Noi gente del Vajont una cosa l’abbiamo imparata: il valore del popolo italiano che ci aiutò, con gesti di grande solidarietà. Vogliamo dire ai giovani, finchè abbiamo la possibilità di farlo, di non dimenticare”.

Al termine della cerimonia i superstiti hanno posato alla base del monumento delle pietre portate a Legnano direttamente dalla diga.

Ringraziati da Calini anche tutti i cittadini che hanno contribuito ad una raccolta di fondi per la realizzazione del monumento.

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