Questo romanzo si intitola “Le luci nelle case degli altri”, scritto da Chiara Gamberale e nel 2019 pubblicato da Mondadori.
Colpisce il lettore la storia di Mandorla che a sei anni perde la mamma Maria, da lei amata moltissimo, unica figura di riferimento al mondo per lei. In un cassetto Maria lascia una lettera per la figlia con cui le fa capire che suo padre è un condomino del palazzo di via Grotta Perfetta 315, senza altri indizi, e che lei è stata concepita all’ultimo piano, nel lavatoio condominiale. La mamma lavora come amministratore d’immobili e ha il dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti riunioni di gruppo.
La cosa bella è che le famiglie del palazzo si riuniscono, e decidono non di scoprire quale sia il marito in flagranza di adulterio, ma di adottare tutti insieme Mandorla, senza farle mancare nulla e crescendola collettivamente.
Si scopre che ogni piano ospita coppie più o meno perfette, e la piccola si rivelerà spesso più matura di chi la deve crescere. Il test del DNA non è mai stato fatto, ma Mandorla ormai diciottenne vuole sapere la sua vera identità.
Mandorla ama Matteo, figlio dell’ingegner Barilla, che potrebbe essere suo padre, che abita nel palazzo, e se a lungo dovessero scoprirsi fratellastri sarebbe una tragedia. Lei ha svariate famiglie ma nessun parente di sangue, una sensibilità unica nel suo genere e qualche problema a socializzare con i sui coetanei.
Cinque piani il palazzo, senza ascensore, cinque famiglie e cinque storie diverse. E la loro carissima Mandorla, che poi e anche un po’ dei lettori, come costante posto aggiunto a tavola.



















