mercoledì, 29 Giugno 2022

Le colture lombarde devastate dalla grandine: l’allarme della Coldiretti

Grandine su pere mantovane (Foto Coldiretti)

Soffre davvero tanto l’agricoltura con gli effetti della tropicalizzazione: mais e soia triturati, così come orzo e frumento, colpite anche le vigne, è il bilancio delle conseguenze delle nuove grandinate dei giorni scorsi, che hanno interessato la Lombardia. Lo rende noto la Coldiretti regionale mentre i tecnici sono al lavoro sul territorio per stilare un primo bilancio tra le aziende agricole colpite.

Nel Cremasco la furia del maltempo si è scaricata nelle zone dei comuni di Crema, Trescore Cremasco, Bagnolo, Capralba, Casaletto Vaprio, Cremosano, Capergnanica. Mais e prati sono stati letteralmente azzerati dalla violenza della grandinata, accompagnata da sferzanti raffiche di vento che hanno provocato anche danni ad alcune strutture agricole, come spiega Coldiretti regionale.

In una nota si legge che nell’hinterland di Bergamo e nella bassa pianura bergamasca palline di ghiaccio grosse come albicocche hanno danneggiato mais, soia, orzo e frumento. Al momento i Comuni in cui si registrano le conseguenze maggiori sono quelli di Azzano San Paolo, Bagnatica, Bariano, Brusaporto, Calcinate, Caravaggio, Comun Nuovo, Cortenuova, Ghisalba, Levate, Mozzanica, Misano Gera D’Adda, Romano di Lombardia, Seriate, Stezzano, Telgate, Zanica e Urgnano.

La grandinata ha colpito anche le colline dell’Oltrepo Pavese. I vitigni, che ora si trovano in una fase molto importante dello sviluppo, sono stati investiti da chicchi di ghiaccio mista ad acqua, accompagnata anche dal forte vento. In corso la valutazione dei danni. Al momento le segnalazioni arrivano dai Comuni di Broni, Stradella, Santa Maria della Versa, Cigognola, Pietra de Giorgi e Montalto Pavese.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione del clima che fa soffrire l’agricoltura con un conto di 14 miliardi di danni in un decennio a livello nazionale, tra perdite della produzione e danni alle strutture e alle infrastrutture”.

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