venerdì, 5 Dicembre 2025
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Le associazioni dei consumatori chiedono un incontro urgente ad Arera sui rincari dell’energia

(Foto di PDPhotos - Pixabay)

A causa di specifiche condotte degli operatori, i prezzi dell’energia sul mercato all’ingrosso sono stati più alti del dovuto. E’ questo il risultato di un’indagine condotta da Arera per verificare il corretto funzionamento del mercato nel biennio 2023-2024, su cui le associazioni dei consumatori Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori, iConsumatori e Lega Consumatori intervengono con la richiesta di un incontro urgente con l’Autorità vista la gravità della situazione.

“Dalle verifiche effettuate da Arera, sarebbero emersi disallineamenti sistematici tra i prezzi zonali del Mercato del Giorno Prima ed i costi marginali di produzione delle unità di generazione, in particolare quelle a ciclo combinato alimentate a gas e, in misura significativa, anche tra impianti rinnovabili a prezzo di offerta.
In estrema sintesi, i consumatori avrebbero sostenuto un costo aggiuntivo per l’energia, indipendente dal fatto che fossero nel mercato libero o in maggior tutela, perché entrambi si basano sui prezzi del mercato all’ingrosso. Nel dettaglio, le unità a ciclo combinato a gas avrebbero applicato un sovrapprezzo medio di 106 €/MWh nel 2023 e di 74 €/MWh nel 2024, con scostamento riscontrato in oltre la metà delle ore solari. Il conseguente incremento medio del PUN sarebbe stato stimato tra 5-10 €/MWh nel 2023 e tra 4-12 €/MWh nel 2024, con picchi fino a 8,5 €/MWh in Sicilia. Analoghe condotte di trattenimento da parte di impianti eolici e fotovoltaici avrebbero inciso per 5-9 €/MWh nel 2023 e circa 1 €/MWh nel 2024”, dichiarano i rappresentanti di Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori, iConsumatori e Lega Consumatori.

E ancora: “Se si traslassero tali extrapremi su tutta la domanda nazionale, l’extraricavo per i produttori si collocherebbe in una forchetta di 3,8-6,8 miliardi di euro, con valore centrale intorno a 5,5 miliardi per biennio. L’effetto diretto e indiretto sui prezzi al consumo si tradurrebbe in un incremento dell’inflazione che graverebbe sulle famiglie e rafforzerebbe la pressione rialzista già imputabile alla componente energia nel paniere ISTAT contribuendo ad un aumento dell’inflazione a carico dei consumatori. L’analisi tecnica condotta da Arera suggerirebbe l’esistenza di condotte capaci di determinare una distorsione sistematica del prezzo dell’energia nel MGP, tale da generare extraprofitti ingiustificati a vantaggio di pochi operatori ed oneri anch’essi ingiustificati a carico della collettività tutta, senza alcun miglioramento in termini di sicurezza o qualità di servizio. Tali condotte, qualora accertate, configurerebbero una violazione degli obblighi di lealtà e trasparenza nella partecipazione ai mercati energetici ed integrare forma di abuso di posizione dominante tramite manipolazione dei prezzi, nonché un’intesa restrittiva della concorrenza, ove tali comportamenti risultassero coordinati”.

Alla luce di questo quadro, considerato grave ed allarmante, le associazioni hanno deciso di chiedere un incontro urgente all’Autorità, per analizzare l’impatto economico delle condotte segnalate, con particolare riferimento agli utenti vulnerabili, e per valutare iniziative comuni per il corretto funzionamento del mercato.

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