martedì, 7 Febbraio 2023

Ladri di biciclette: FIAB Canegrate Pedala propone il Codice fiscale sui telai

(Foto da web)

La sollecitazione arriva dal gruppo FIAB “Canegrate Pedala” in queste ore: cosa fare per contrastare i furti di biciclette, fenomeno diffuso anche nell’Alto Milanese?

Ogni anno, nel nostro Paese, sono rubate circa 320mila biciclette: per i ciclisti italiani la paura di essere derubati è seconda solo a quella di essere investiti. Si legge in una nota.

Quando capita un furto, il cittadino deve prima di tutto denunciarlo a Polizia o Carabinieri e, in un secondo tempo, inoltrare la propria denuncia alla Polizia locale. Insieme alla denuncia è opportuno che il cittadino alleghi una foto della bici; in caso di ritrovamento sono gli agenti a contattare direttamente il cittadino.

Negli anni  FIAB ha cercato di definire delle “linee guida” utili alla redazione di piani comunali di contrasto al furto delle biciclette e di pubblicarle in un quaderno tecnico a disposizione degli amministratori, attenti alla promozione della mobilità sostenibile e degli spostamenti sulle due ruote a pedali. Ma, a differenza di quanto succede nella maggior parte degli altri Paesi europei, in Italia non esistono dati sul problema dei furti di biciclette. Eppure il fenomeno ha pesanti ripercussioni anche sull’economia e, secondo le stime di FIAB e Confindustria ANCMA, genera ogni anno un danno pari a 150 milioni di euro, composto dai mancati introiti per l’industria nazionale della bicicletta, incluso l’indotto, e dalle transazioni in nero che sfuggono a ogni controllo d’imposta.

A questo si aggiungono i danni legati alla sicurezza: chi ha subito un furto è più incline ad acquistare una bici a basso costo, spesso proveniente da mercati extraeuropei e, in genere, di inferiori standard di sicurezza, oppure a rivolgersi al mercato dell’usato, talvolta di dubbia provenienza, concorrendo, di fatto, al reato di ricettazione.

“FIAB sottolinea così l’importanza di redigere delle linee guida condivise e, con particolare riferimento al sistema di identificazione delle bici rubate, propone di arginare il proliferare di iniziative di censimento locali o private, attraverso l’adozione, benché volontaria, di un sistema di punzonatura pubblico e univoco del parco bici circolante, come per altro avviene in molti altri paesi europei.

Questo è possibile con la punzonatura del Codice fiscale del proprietario sulla bicicletta, perché si tratta di una procedura molto semplice che prevenire il ricorso a un  database di proprietà pubblica esistente in Italia. Il codice fiscale presente su una bici rubata offre numerosi vantaggi: facile identificazione del proprietario da parte delle forze dell’ordine e operatori pubblici con la possibilità di restituire il bene mobile; gestione intelligente delle bici sequestrate, ora inevitabilmente ammassate dei magazzini comunali nell’impossibilità di risalire al proprietario; disincentivazione al furto e al riciclaggio”, si legge nel testo della proposta diffusa da FIAB Canegrate Pedala.

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