giovedì, 11 Agosto 2022

La storia di una vita: una bella storia. Di rinascita e nuovi orizzonti

Lui è Luigi Giudici, 55 anni, commercialista di Parabiago, nell’Alto Milanese. Nel 2011 è colpito da un ictus e la sua vita cambia completamente.

Ma Luigi Giudici affronta i cambiamenti con forza e determinazione, con tutto se stesso, fisicamente e nel pensiero, arrivando a costruire il suo presente e il suo domani come una nuova occasione, per vivere pienamente le sue passioni, i suoi interessi, la famiglia, gli amici, la fede.

Così, da professionista che nel tempo libero ama la montagna e sciare, Luigi torna al suo lavoro dedicando il resto del tempo a nuove passioni: se gli effetti dell’ictus gli hanno impedito di tornare sulla neve, lui adesso scrive libri, storie, emozioni, guardando davanti a sè con lo stupore di chi riapprende, e riprende nelle sue mani la vita di tutti i giorni, gli affetti, il tempo, da dedicare alle letture e alla scrittura, come non mai.

Quando si parla di “resilienza” si pensa alla capacità di ogni essere vivente di adattarsi ai cambiamenti, alle nuove situazioni, anche negative. Per Luigi Giudici a tutto questo si aggiungono il suo coraggio e l’amore per la vita nella sua essenza, ritrovati lungo un percorso intimo e sereno.

“Il 5 gennaio del 2011 al risveglio non stavo bene, avevo un po’ di nausea e mal di testa, quando ho capito la gravità e cosa mi stava succedendo ho chiamato subito il mio amico medico Mauro, che non appena mi ha visto in volto ha inquadrato subito la situazione chiamando un’ambulanza e avvisando mia moglie. Alle 16 avevo l’ambulanza per il ricovero sotto casa e, non appena giunto in ospedale, tra una TAC e varie Risonanze Magnetiche ed esami del sangue, mi viene comunicato il Verdetto: “ICTUS sindrome alternata di Wallemberg””. Scrive così in un suo primo libro Giudici, in cui racconta la sua storia.

“La mattina seguente al risveglio mi rendo conto che non è stato un brutto sogno, quindi  comincio a osservarmi , ho preso coscienza della situazione, ho perso completamente l’equilibrio a tal punto che nemmeno riesco a stare seduto quindi sono in carrozzina; ho una corda vocale colpita da paralisi ecco il motivo della mia voce non più squillante; il blocco dello sfintere esofageo che comporta impedimento a deglutire liquidi e solidi; infine la vista doppia e appannata, ma tutto sommato sono vivo. Vedete come è facile nel giro di sette giorni cambiare completamente la vita dalla spensieratezza delle sciate e passeggiate in montagna, alla sofferenza di un letto di ospedale”.

E da qui la svolta. Per Luigi Giudici comincia la riabilitazione a tutto tondo, sia fisica, sia psicologica. Il recupero delle forze e delle capacità sensoriali, dell’uso della parola, passo dopo passo, circondato dalla famiglia e dagli amici.

Giudici comincia a scrivere, come non aveva mai fatto, ed escono i suoi cinque libri (i primi): uno dedicato alla malattia, “La voglia di ricominciare a vivere dopo un ictus”, uno agli animali da compagnia, i suoi, “Kitty e Zeus”, un terzo nel ricordo della montagna “Quattro passi nei ricordi”, quindi la storia “Una vita fa”, e l’ultimo “Cercavo mio padre”, una storia di fantasia. Racconti che lasciano spazio ad una riflessione e ad un messaggio: quanto sono importanti le cose semplici della vita.

“Vedete, quando uno viene colpito da una malattia invalidante come la mia, apprezza molto di più le cose semplici che prima della malattia erano solo consuetudini giornaliere, e poi, per dirla fino in fondo, ho lottato perché non mi vedevo finito a 45 anni. (…) A una persona a me molto cara fissando la parola ictus è subito saltata in mente un’altra parola latina, che è anche un perfetto gioco di parole: “INVictus “ che significa INVICIBILE. Forse doveva andare proprio così, la mia vita (…)”.

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