“I leoni di Sicilia” è un romanzo storico che si ambienta nel 1800 in Sicilia, dove sono narrate tutte le vicende che hanno coinvolto la famiglia Florio. La scrittura di Stefania Auci, l’autrice, è molto scorrevole e tiene coinvolto il lettore fino alla fine. Pubblicato nel 2019 dalla casa editrice Nord.
Leggendolo attentamente si evidenziano assonanze con “I Malavoglia” di Verga. Sono descritte molto bene le insurrezioni e le epidemie. Non manca e fa da sfondo la travagliata storia d’amore tra Vincenzo e Giulia.
In effetti, da quando arrivano a Palermo i Florio nel 1799, guardano sempre avanti rispetto a tutti gli altri con la sola ambizione di raggiungere la vetta in tutto prima di tutti. E i due fratelli Paolo e Ignazio da una semplice, ma già la migliore bottega di spezie della città avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni da nobili palermitani. Addirittura arriva la navigazione con le Flotte Riunite Florio, nata nel 1840 come società dei battelli a vapore, infine nel 1936 incorporata dallo Stato nella Tirrenia di Navigazione.
Quando poi Vincenzo, figlio di Polo, sale alla guida della società, sembra un cavallo inarrestabile e vincente, trasforma un vino da poveri, il marsala, in un vino degno della tavola di un re, e a Favignana conserva il tonno sott’olio e in lattina.
Palermo guarda l’espansione dei Florio con stupore, quindi con invidia, disprezzandoli a tal punto che sono additati come facchini e uomini di fatica. Pochi sono consapevoli della loro fragilità personale, sebbene non lo possano ammettere, e hanno a loro volta bisogno di aver accanto donne eccezionali come Giuseppina per Paolo, e Giulia per Vincenzo.
S’intrecciano, durante la scalata dei Florio, le tumultuose e numerose vicende private. Ci sono proprio tutti gli ingredienti per una piacevole lettura.
(PS: Un ringraziamento particolare a chi mi ha regalato questo romanzo).

















