Tristemente famoso per essere un luogo di spaccio, nonché dimora a cielo aperto per tossicodipendenti e pusher, il bosco di Rogoredo, alla periferia Sud di Milano, sta tornando alla sua naturale missione: offrire uno spazio verde ai residenti della zona, pulito e sicuro.
Grazie al lavoro svolto nei mesi scorsi da Italia Nostra, l’associazione ambientalista che si è dedicata alla pulizia del bosco, l’area si sta trasformando, ed anche il lockdown per il Coronavirus ha favorito l’abbandono dello spazio verde da parte dei soliti frequentatori, restituendolo alla sua vocazione naturale, che non è essere un rifugio per i drogati e per chi vende loro morte a piccole dosi.
In questi giorni di riapertura, non è difficile vedere lungo i viali del “boschetto” persone che corrono, gente a piedi o in bicicletta, segno che l’area torna ad animarsi di nuovi fruitori. Il lavoro di chi ha a cuore il Rogoredo adesso sta nel far sì che non torni ad essere luogo di spaccio.
Da parte di molti anche una considerazione a proposito dei tanti giovani, vittime delle tossicodipendenze, spariti nelle settimane dell’epidemia, spostatisi altrove, o tornati a casa: che le loro famiglie o qualcuno di fiducia sappia prendersi cura di loro, come altri continueranno a farlo per il verde del bosco.



















