“Da lunedì 24 febbraio moltissime attività a gestione italocinese a Milano, ed in particolar modo in via Paolo Sarpi (cuore della Chinatown meneghina – ndr), inizieranno a chiudere fino a quando la situazione generale non migliorerà”: ha annunciato così, nelle scorse ore, Francesco Wu, imprenditore di Legnano, referente in Confcommercio Milano per l’imprenditoria straniera e presidente onorario dell’Unione Imprenditori Italia-Cina.
C’è chi chiude per mancanza di clientela, chi per precauzione e chi per tutti e due i motivi anche se non sono attività interessate dall’Ordinanza del Ministero della Salute, poiché la sensazione generale è che la situazione in Lombardia è ormai del tutto imprevedibile.
“L’ordinanza del Ministero della salute richiede di ridurre le occasioni di contagio?
Ecco, la comunità cinese risponde in modo responsabile: molti di quelli che lavoravano chiudono ugualmente anche se non coinvolti dall’ordinanza, quindi più ligi ancora.
Vista anche l’esperienza cinese in Cina forse fanno bene?
Non so dirvi finora in che percentuale siano le chiusure, spero temporanee, ma sembra che abbiano già coinvolto moltissime delle attività commerciali italocinesi a Milano.
Forse arriverà la disposizione, come ha riferito il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, se la situazione lo richiede, di chiudere la Lombardia come Wuhan, e quindi di chiudere tutte le attività commerciali non strettamente necessarie per ridurre drasticamente le occasioni di contagio. Per poi ripartire più forti, perché Milano ha questa capacità e forza, mentre aspetteremo fiduciosi le disposizioni delle autorità”.


















