Le allergie legate ai pollini di stagione potrebbero avere inizio, con i loro effetti, sempre prima.
E’ quanto ha evienziato un recente e nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports, di ATS Città Metropolitana di Milano e Università degli Studi di Milano-Bicocca: tutte le persone che soffrono di allergie ai pollini potrebbero fare i conti con un inizio precoce dei sintomi.
L’aumento delle temperature, registrato negli ultimi decenni, sta già anticipando progressivamente l’inizio dell’emissione di polline dalle piante appartenenti alle famiglie delle graminacee (cereali, erbe spontanee e piante ornamentali) e urticacee (ortiche e parietaria).
E se il trend dovesse continuare, entro i prossimi sessant’anni la fioritura di queste piante, quindi l’emissione del polline, potrebbe iniziare fino a due settimane prima rispetto ad oggi.
La ricerca, che si intitola “Effects of climate change on pollen season features of herbaceous species in the Milan area – Northern Italy”, si basa su quasi trenta anni di dati aerobiologici raccolti dalla stazione di monitoraggio di Legnano.
“I risultati dello studio indicano un rischio elevato di esposizione per le persone allergiche nel breve termine, tenendo anche presente che, quando si parla di pollini, bisogna sfatare un mito: le allergie non sono soltanto primaverili ma ormai durano tutto l’anno. La presenza di polline del nocciolo e del cipresso è già rilevabile nell’aria dai primi di gennaio, mentre i pollini di cedro sono rilevabili sino a fine novembre. Appare quindi evidente la necessità di implementare sistemi di monitoraggio a lungo termine sia per scopi ecologici che di salute pubblica”, spiega Maira Bonini, aerobiologa e Direttrice di Igiene e Sanità Pubblica di ATS Città Metropolitana di Milano.
Lo studio nasce dalla collaborazione di tre realtà con competenze complementari. L’ATS ha fornito i dati sulle concentrazioni di pollini, frutto del suo lavoro continuativo di monitoraggio aerobiologico sul territorio. I dati meteorologici sono stati estratti da Copernicus Climate Change Service, la piattaforma climatica di riferimento a livello europeo, grazie al supporto tecnico dell’Istituto Meteorologico Finlandese. A mettere insieme questi due patrimoni di dati ci hanno pensato i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che hanno sviluppato i modelli statistici alla base della pubblicazione.
Con cinque stazioni aerobiologiche attive tra Milano città, l’Ovest Milanese e il Lodigiano, ATS raccoglie in modo continuativo dati su pollini e spore di interesse allergologico, contribuendo a costruire serie storiche di lungo periodo, come quella di Legnano, determinante per questa ricerca.
Frutto di questo impegno è anche il bollettino del polline, pubblicato ogni settimana sul sito di ATS: uno strumento utile per conoscere la situazione aerobiologica e valutare il rischio di esposizione nella propria zona.


















