E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la cartina delle località italiane maggiormente affollate dai turisti, in queste settimane estive, secondo un’indagine condotta dall’Istituto Demoskopika.
Stando ad una sorta di classifica dell’ICST, l’Indice Complessivo di Sovraffollamento Turistico, Rimini è la città al primo posto per overtourism, con Venezia e Bolzano, seguite da Livorno, Napoli, Milano, Trento, Roma, Verona e Trieste.
Sotto controllo il turismo a Firenze e Siena, meno impattante a Benevento, Reggio Calabria, Isernia, Avellino e Campobasso.
L’Italia piace e continua a rimanere una delle mete più ambite dai turisti “nostrani”, quindi stranieri, europei ed extraeuropei, per le sue città d’arte, le spiagge, la cultura e le tradizioni. Indubbiamente un vanto, ed anche motivo di guadagno, sia in termini di immagine, sia economici.
Ma l’overtourism, ovvero il sovraffollamento da turismo, non è un fenomeno da sottovalutare negli ultimi anni, quando è più facile viaggiare per tutti e le distanze si sono accorciate, poiché rappresenta un limite al turismo stesso e alle località letteralmente invase, spesso non in grado di gestirlo come si deve.
In alcune mete finali il troppo turismo diventa insostenibile sia per i turisti, sia per i residenti, così, secondo i ricercatori di Demoskopika, è necessario che le comunità e le loro amministrazioni intervengano regolando i flussi turistici, senza rinunciare ai profitti dati, ma proponendo occasioni di vacanza che siano appetibili tutto l’anno, non soltanto nei canonici mesi estivi.



















